sabato 25 luglio 2020

Joy in the Skyway with diamonds

La “sveglia Joy” stamattina ha suonato alle 6:50 in un clima di grande eccitazione: oggi, alle pendici del Monte Bianco, sarebbe stato proclamato il merenderos day.

E chi, se non noi, merenderos doc, poteva  cogliere questa occasione?

E così, dopo una mattinata in cui le ragazze facevano i compiti e Joy si preparava al grande evento, ci siamo lanciati ad affrontare lo Skyway.

Da casa nostra allo Skyway ci sono 6 minuti secchi di macchina e l’ansia del Poser ci ha portato lì 20 minuti prima ma tra un disinfettante mani, dov’è l’entrata del parcheggio, figo ci misurano la febbre alle 14:30 spaccate, iniziavamo la salita facilitata al monte Bianco. O meglio, a Punta Helbronner perché al Bianco i merenderos non sono ammessi.



Tutta l’operazione Skyway è un’enorme markettata, riuscita decisamente bene.

All’ingresso gli Skynauti (che è un nome più gentile per indicare i merenderos) sono invitati a passare sotto il tornello  il QRCode del cellulare, incluso quello per Joy che, a questo giro, è stato graziato dall’uso della museruola.

La Bertux, forte dell’esperienza già fatta in passato, da vera Skynauta ha suggerito: “piazzatevi davanti ai vetri o non si vede un belino” così, Joy in braccio e passo zigzagato per far fuori gli altri Skynauti, ci siamo piazzati con le facce appiccicate al vetro: merenderos in prima fila.


Lo Skyway fa due tappe: la prima da Courmayeur arriva al Pavillion che è l’inno all’anti alpinismo: bar ristorante, negozio di libri, giardino botanico e prato per lo svacco. 

La seconda, dal Pavillion arriva a punta Helbronner, così chiamata in onore di Paul Helbronner, ingegnere, geodeta e alpinista francese che ha pubblicato la descrizione geodetica delle Alpi francesi e, alla sua morte, gli è stata dedicata la vetta che segna il confine tra Italia e Francia.



Punta Helbronner è più sobria: i merenderos trovano le sdraio sul terrazzo panoramico mentre gli alpinisti possono partire all’attacco del Bianco con tanto di porta che dice “passaggio per gli alpinisti”. Noi però ci siamo passati lo stesso perché girando a destra si arriva alla terrazza panoramica. Joy si è messo in posa per i follower.


Una volta arrivati in cima la vista è mozzafiato: si vede tutta la catena del Bianco e, come recita l’inno dello skynauta: “Adesso puoi camminare nel cielo.”





E un po’ è vero, tranne che per Joy che ha dovuto camminare sulle grate, decisamente peggio del cielo.


Dopo aver ammirato i monti, tentato di far assaggiare a Joy la neve, tolto di mano la neve alla Bertux che la voleva assaggiare lei, fotografato il fotografabile, siamo ridiscesi al Pavillion per dare un’occhiata all’orto botanico, visto che era compreso nel prezzo.

L’orto mostra specie autoctone e non, con diverse roccere, piante officinali e fiori rari. E mentre ammiravo i fiori pensando ad una coppia a cui era stata dedicata una roccera, la Piccolina cercava l’uscita saltando le corde che indicano il sentiero mentre la Bertux cercava di capire con un bastoncino se, quelle palline che vedeva nello stagno, erano proprio uova di rana.


I miei pensieri sono andati ai coniugi della roccera e a quanta poesia sprecata.

Rientro in paese per una chiacchierata con la cara Deborah e famiglia e poi via verso casa dove il Poser si è esibito in una spadellata con costine, salsiccia e fettine varie. Joy si è già fiondato nel sonno di bellezza: ora è innamorato della sua amichetta umana Sophie e spera di rivederla domani mentre la Piccolina, il Poser e la Bertux si daranno al rafting.

venerdì 24 luglio 2020

Quando il ciel non aiuta

Il nostro iPhone ce l’aveva detto ma il Poser, devoto di Android e soprattutto stanco di balletti e merletti, aveva puntato tutto su 3bmeteo che, ancora ieri sera, annunciava “brutto ma non troppo”.

E invece, stamattina la sveglia Joy è suonata dopo le 7 - e già questo è un segnale- e dalle finestre scendeva una pioggia fitta fitta, degna delle cascate di laguna blu.

Di romantico ahimè c’è stato poco in questa mattinata di studio matto e disperatissimo: 3 schede del libro vacanze della Piccolina e una scheda di matematica della Bertux compilata con un occhio su “the kissing booth 2”. 

Che dire, finché i numeri quadrano...

Pranzo veloce per poi puntare alla volta di Aosta, con l’idea di respirare un po’ di cultura. 

Dopo i primi passi in via Roma e soprattutto dopo le prime occhiate alle vetrine con “-70%”, la cultura è stata momentaneamente accantonata in favore della caccia all’acquisto.


Joy, capito l’andazzo della giornata, ha tentato un sit-in in piazza Chanoux per poi trovare nuovo vigore alla vista di cagnetti vari, tra cui uno che corteggia sempre a Courmayeur, nonostante sia un maschio.


La Bertux e la Piccolina hanno fatto da consulenti di stile, con commenti centrati quali “quelle scarpe sono da giovane”, “ma pensi davvero di metterti quell’affare lì alla tua età” per concludere con “no dai, quello no”.

Ma la sottoscritta e il Poser, in barba ai commenti caustici delle figlie, hanno portato a casa un paio di scarpe ciascuno da veri super giovani, alla faccia di chi ci dava dei vecchi e soprattutto confortati dalle commesse che giuravano e spergiuravano di averle a casa uguali.

Fuga rapida al supermercato e cena con il papà della Bertux per pianificare l’uscita di domani: alle 14:30 affronteremo lo Skyway, atto che ci incoronerà i merenderos d’Italia. 


Joy intanto sta scrivendo a Dior: ha creato un profumo col suo nome e vuole proporsi come testimonial.


giovedì 23 luglio 2020

Brownology

Prima prova di avviamento motori per i merenderos che, armati di zaino con 3 (3!!!) borracce d’acqua, k-way vari e scarponi, questa mattina hanno aggredito l’Orrido di Pre Saint Didier. 


Per gli esperti e anche per i meno merenderos di noi, si tratta di una sgambata di bassa intensità che parte dalle terme - e già questo la dice lunga - e arriva in cima ad un sentiero, completo di passeggiata panoramica, parco avventura e bar “gioco aperitivo”. Unico cenno di machismo è una zip line sospesa nel vuoto che il Poser, ieri sera, millantava di domare senza paura, ma oggi, ad una seconda occhiata, ha fatto appello alle misure anti-covid, rimandando la performance a data da destinarsi.

La salita ha un dislivello di 180 metri e proprio quando pensi di averne fatto almeno 150, ti si para davanti un cartello con tanto di fiorellini con su scritto “sei a metà”. 



Così si dividono gli uomini dalle capre: le capre continuano tagliando il sentiero in su e gli uomini si aprono una birretta, tentando di spiare le signorine che prendono il sole in costume alle terme.

Durante il percorso, la Piccolina ha fatto mille domande sulla tenuta della terrazza sospesa, Joy annusava l’annusabile mentre la sottoscritta faceva scherzi infami al Poser, facendogli il solletico sulla testa con un rametto lungo dopo aver detto che il percorso è pieno di ragni.

Arrivati in cima, è stato un susseguirsi di foto di rito - con l’immancabile foto ai piedi - 



non guardare in basso, ma a Joy si incastrano le zampe nella grata, il fiume sotto è il Po’ e posso mangiare io il Mars?


Discesa gaiarda con secondo tentativo di “sgancio Joy” recuperato al volo da una coppia di turisti francesi dopo averci illuso per 8 minuti secchi di essere il nuovo Bisou. 

Rientro in casa e nuova divisione in squadre: Poser, Piccolina e Joy al saggio di hip hop, squadra Bertux e sottoscritta a casa a fare i compiti per un’oretta per poi raggiungere l’Ange con la lezione aperta. 

Oggi a tenere la lezione, tal BrUno Brown - con l’uno maiuscolo- 



annunciato nei giorni passati come ospite internazionale. BrUno, dopo aver specificato che il suo è un nome d’arte, aggiungerei oltre ogni ragionevole dubbio, ha cercato di mettere ordine in un gruppo eterogeneo di ballerine, fugando coi suoi “uan ciù tri”, l’ultimo dubbio sulla provenienza, decisamente nostrana. All’occhio esperto non è sfuggita la t-shirt di autopromozione e probabilmente di autoproduzione brownology.it: Bruno, sei il numero uno! 

Meno interessante è stato per Joy che, vittima del distanziamento sociale, ha rimorchiato solo due nonnine, di cui una bastian contraria che faceva da grillo parlante alla comare.

Visto il target decisamente lontano dai suoi standard, Joy ha optato per un delicato “no grazie” facendo finta di guardare nel vuoto.



Rientro a casa corazzati con lardo, bretzel e due tomini per la dieta light di domani è partito il tradizionale giro di docce per cena allo Sciatore di Dolonne che tra pizza, grigliata e cucina tipica mette d’accordo tutti i gusti, compresi no glutine e vegan.

Fine serata con giretto in paese ad ammirare il cane portiere per poi girarci a guardare Joy che, nel tentativo disperato di tacchinare l’ultima barboncina della sera, si è annodato col guinzaglio.

Domani il programma prevede la salita al Bonatti mentre il Mont Chetif ci guarda beffardo dall’alto verso il basso: la conquista della vetta sarà la sfida merenderos 2020. 



mercoledì 22 luglio 2020

I segreti di Pezzali

Risveglio canino delle 6:30 con il Poser in “missione Joy” in una Courmayeur deserta: il fatto che qui la montagna sia un po’ più “scialla” proprio non gli va giù.




“Ma qui i fornai aprono alle 9” ripete da due giorni, ma io lo so perché, a Genova, Joy alla mano, scappa a farsi focaccia e caffè al forno prima di gestire le donne di casa.

Qui invece deve accontentarsi della brezza di montagna e di scambiare due parole con il meccanico del rimessaggio sotto casa, l’unico già operativo a quell’ora. 

Rientro tonico che cozza brutalmente coi tempi biblici della Bertux che, per andare al mercato, ha impiegato 45 minuti per mettere a punto l’outfit. E mentre il Poser scalpita, la Piccolina ne approfitta per sferrare gli ultimi colpi vincenti su toka e Joy, rassegnato, impara a sue spese il lato meno interessante del mondo delle donne: l’attesa.


Ma non è il solo, sulla speranzosa attesa Pezzali ha costruito la sua fortuna musicale.

Finalmente, alla soglia delle 10:35, l’agonia finiva e varcavamo l’uscio in direzione mercato di Dolonne. Il Poser, mangiata la foglia, ha tentato una fuga al bancomat con scarsissimo successo mentre noi 3 ragazze abbiamo preso d’assalto il mercato chiamato  “ciao poveri”. 

Il mercato di Dolonne è il prosieguo delle boutique della Valle e tranne il mio banco preferito - quello delle borse in pelle a €20 - il resto è praticamente off limits. 

Per non rendere vana la gita, abbiamo portato a casa 2 borse, un quintale di pan di segale e una maglietta over size per la Bertux. 

Joy, sulle note di “Sei un mito”, ha tacchinato tutte le cagnette tra un banco e l’altro, ricevendo a volte occhiate bieche dai padroni di turno. Che dire, la tamarreide è una filosofia di vita. 

Pomeriggio hip hop per la Piccolina mentre noi vagavamo smarriti sotto un cielo che non prometteva altro che pioggia: e infatti, dal Monte Bianco è stata mantenuta la promessa. Diluvio universale e fuga all’Ange con animalista flippata che raccomandava al Poser di mettere il k-way a Joy. 

Il tamarro l’ha guardata con aria di sfida: mai potrebbe rinunciare al look savage con pelo bagnato e frisè.

Domani però torniamo in azione: destinazione Orrido, poi nel pomeriggio avremo la chiusura del corso di hip hop della Piccolina.

Joy ci ha fatto capire che lui partecipa al saggio solo se potrà farsi i selfie tra le ragazze: ora deve solo capire quale sia il suo profilo migliore. 


martedì 21 luglio 2020

Belle soeur







Siamo partiti questa mattina in direzione Val Ferret per iniziare a fare un po’ di attività montanara da veri merenderos.

La valle è contingentata ma si raggiunge agilmente con la navetta che, per la gioia dei genovesi e non (ma soprattutto per i genovesi) è gratis. Meno bene è andata a Joy, obbligato a indossare la museruola per salire sull’autobus, ma si è consolato guardando fuori dal finestrino per mantenere lo scettro da re del gossip.



Arrivati in Val Ferret, il gruppo dei merenderos si è diviso in due: squadra Poser, composta da Poser, Bertux e Piccolina ha preso d’assalto i tappeti elastici (la Piccolina) e il tiro con l’arco il Poser e la Bertux, mentre la squadra Joy, cane e sottoscritta, ha optato per una passeggiata nel bosco. Il concetto di passeggiata per Joy si traduce in un continuo stop and go: poco go e tanto stop, meglio se all’ombra. 


   


Passeggiando a strattoni e preghiera (ti prego Joy alzati) con guinzaglio e pettorina nuova, abbiamo incontrato una bella coppia milanese con appresso il loro cagnolino perfetto Bisou: Bisou ha 8 mesi, come il tamarro, si siede a comando, segue i padroni e non mangia carboidrati. 

“Non lo tenga al guinzaglio, povero cagnolino, lo lasci andare, vedrà che impara, Bisou ha imparato subito”

Eccheccavolo, ho pensato io, non possiamo farci bagnare il naso da un Bisou qualsiasi che rinnega pure il bordo della pizza! E così, con occhi speranzosi e cuore di mamma, ho slegato il nostro Joy.

3-2-1 e il tamarro si è lanciato in una corsa folle per il bosco, dando prova di agilità degna di un atleta iridato per poi posare la monopalla sotto un mega cespuglio all’ombra e perdere in un nano secondo la libertà conquistata. Ho deciso.  Adesso andrà a scuola da Bisou.

Dopo aver recuperato Joy e confermato l’iscrizione alla scuola Bisou, ci siamo riuniti con la squadra Poser. 

Il Poser, ringalluzzito da una serie di centri fortuiti con arco e frecce, ha fatto bella mostra di sè improvvisando trazioni alla sbarra per compensare il video Mrs Sporty diramato a babbo morto durante il lockdown da quella fetente di sua moglie.





Per pranzo ci siamo fermati a Lo Brenlo: un piacevole tuffo nel passato con Sandra e Chantal, rispettivamente titolare e uno dei bracci armati che la aiuta a gestire il locale.



Fatte le reciproche presentazioni, Sandra ci spiega che in francese la parola sorellastra si traduce con belle soeur, letteralmente sorella bella. Questo da una connotazione completamente diversa al concetto di una sorella che ti è proprio capitata per caso, e che, come una sorella vera un po’ la ami e un po’ la odi, proprio come le superga.

Con Chantal invece ricordiamo i tempi in cui la Bertux, 5 anni e armata di colori Giotto, cercava di rubarle il fidanzato Luca, aitante maestro di sci, con disegni in cui lo ritraevano sulla neve con una corona di cuori. Chantal e Luca stanno ancora insieme e la Bertux fa l’artistico: alla fine tutto è andato come doveva andare.

Pomeriggio all’insegna della danza per la Piccolina e del pilates per me e la Bertux: mentre la Piccolina usciva distrutta da un’ora e mezza di locking, la Bertux confessava che un’ora di pilates è stata divertente come succhiare un ago. Direi che anche questo tentativo lo possiamo archiviare.

Giretto in paese post attività con gelato e ramata d’acqua inclusa, 



e poi a casa per docce di rito e cena.

Joy ha detto che lui i carboidrati vorrebbe evitarli ma alla scuola di Bisou preferisce non andare, i tamarri imparano coi loro tempi.

Domani faremo un giro a Dolonne e poi decideremo in base al tempo.

Il Poser è tutto contento della gita ma non sa che a Dolonne al mercoledì c’è il mercato...

lunedì 20 luglio 2020

Joyismo


Stanco di essere la star della famiglia ma privo di qualsiasi potere decisionale, ho deciso che per questa sera, e per questa sera solamente, sarò io, Joy, detto joyful Joy, a raccontare questo inizio vacanza.

La mia giornata inizia presto, molto presto, perché prima che sorga il sole io devo fare pipì. E allora sveglio tutti, la mamma, il papà, la Bertux e la Piccolina ma puntualmente mi rimbalzano. Poi salto sul letto ogni 15-20 minuti, finché qualcuno si alza e mi porta fuori.

Resilienza canina.




Mi chiedo perchè nessuno apprezzi la brezza mattutina e la libertà di girare senza mutande e fare pipì ad ogni angolo alzando la zampa?

Dopo la passeggiata e la colazione, la famiglia ha deciso di concludere stamattina la scarsa organizzazione di ieri. Risultato? Umiliazione totale sul carrello del Conad, con la Bertux che cercava di convincermi che essere portato in giro come un cane oggetto su di un carrello per la spesa fosse meglio che fare pipì sugli espositori del supermercato. Ma tranquilli, mi sono rifatto da Arcaplanet.

Tornati a casa, si sono agitati tutti e in trenta minuti hanno preparato il pranzo: non ho capito bene perché, ma poi ho capito che la Piccolina aveva un workshop di hip hop,



 a me va bene tutto, basta che mi lascino stare all’ombra.




Finito lo stage, abbiamo fatto un giro in paese per poi rientrare a casa perché loro si dovevano fare le docce: ma non possono leccarsi come faccio io? 5 minuti e vengo pronto.

Stasera ho fatto un giro e ho tacchinato tutte le ragazze e le cagnoline che ho incontrato: mi spiace deludere le fan, ma credo di essermi innamorato di Sissy.

Da quello che ho capito domani andiamo in Val Ferret, chissà se rivedrò Sissy... Intanto vedo la Bertux che mangia latte e cereali, questa famiglia fa due colazioni, le voglio anche io.


Per sempre vostro

Joy


domenica 19 luglio 2020

Tutta colpa delle rane


E va bene, lo ammetto. Se non fosse stato perché la Bertux, in pieno lockdown, ha minacciato di comprarsi “le rane da compagnia” probabilmente Joy non sarebbe mai arrivato. Ma il pensiero della rana, chiusa in una teca 23 ore su 24 e poi fatta uscire 60 minuti per tentativi biechi di addestramento (sai mamma, magari impara) mi ha fatto dire: ”E va bene, se troviamo un cane, prendiamolo” 
Mai frase suscitò reazione più energica da parte della Bertux che, in 36 ore mal contate, ci presentava cane, indirizzo e numero telefonico da contattare.
E mai si poteva pensare di aprire le porte di casa ad un tamarro doc che rutta, scorreggia e fa il filo alle signorine ogni volta che va a passeggio. 
Ma non solo, il ragazzo è anche pigro.
Quando si stufa di camminare, si siede.
E quale miglior idea per aiutarlo a vincere questa forma di pigrizia, di avversione alla camminata se non sfidandolo con dei bei dislivelli e portandolo in montagna?
Ebbene sì, amiamo il rischio.
Siamo partiti questa mattina alla volta di Courmayeur, e, dopo una pausa pranzo salutare al Mac di Aosta, siamo arrivati in paese a metà pomeriggio.
Giornata di esplorazione tra ricerca di attività sportive e non, conta dei negozi, dei ristoranti e dei bar - la Briciola ha chiuso i battenti, e come facciamo adesso? - e primo struscio in via Roma del tamarro che, nonostante la pettorina azzurro cielo scintillante, non ha beccato come avrebbe voluto.
Mi ha fatto capire che abbinare il guinzaglio verde acqua alla pettorina azzurra non è stata la migliore delle idee. Temo chieda i danni d’immagine.
Mi difenderò dicendo che ha mangiato guinzaglio e pettorina abbinati.

Legali a parte, domani si entra in azione.