Ieri sera siamo partiti da Genova alla volta di Prato Nevoso, un po’ per scappare dal caldo, e un po’ per fare un paio di lavoretti, quelli che ogni volta ci diciamo “si potrebbe fare” e poi puntualmente non si fanno.
Le ragazze ovviamente hanno dato forfait, la Bertux ancora in giro per l’Europa e la Piccolina già sul pezzo per prendere la patente della moto, rigorosamente sotto l’ombrellone perché così si impara meglio. Non ci restava che puntare su Joy, anche se sapevamo essere una risorsa scarsa e un po’ svogliata.
Come tutti i lavoratori ben organizzati abbiamo iniziato i lavori con calma, all’alba delle 10, dopo una notte allietata dallo zampettio del volpaccio che proprio non si abitua alla casa nuova - che poi in realtà conosce, ma tant’è…
La lista dei lavori, alquanto ambiziosa, prevedeva il mordente su entrambi i parapetti dei terrazzi e la pavimentazione con smalto di uno dei due, quello che alla sera ospita il Poser con birretta.
Alla lista si è aggiunto lo smontaggio del mobiletto in acciaio e la sostituzione - con montaggio - dello stesso con un plasticone preso su Amazon - valutato con 5 stelle dagli utenti.
Il Poser è saltato subito ai lavori da maschio: flessibile alla mano, ha dilaniato il mobiletto in acciaio mentre la sottoscritta si cimentava nel montaggio del nuovo.
A 3 ore dall’inizio dei lavori, Joy era ancora visibilmente inattivo e osservava la scena con sguardo giudicante:
“lui nato per appoggiare le zampette sui prati montani, costretto a vedere la sottoscritta pestarsi con viti, incastri e ante”. Pausa pranzo “leggera” dal macellaio del paese che confessa che nelle “polpette di sole verdure” in realtà mette prosciutto e formaggio “perché altrimenti non sanno di niente” e poi giù verso Villanova alla ricerca di un pezzo per un attrezzo del Poser. Arrivati dal ferramenta, la signora gentile ci consiglia un altro negozio ma poi il Poser confessa che il suo attrezzo era utile solo per dei tapulli per cui torniamo dalla signora che ci illustra la nuova smerigliatrice dicendo che poi si può cambiare il gianfruso (io ho capito così) quando questo si usura. Così armati di gianfrusi siamo tornati a casa. Dopo aver levigato la paratia il Poser ha promosso la sottoscritta a apprendista pittrice
ma con il pennello scarso “tu fai i bordi” mentre il Poser, palesemente facilitato da una pennellessa grande come una padella da crêpes, svolazzava tra un’asse e l’altra, indicandomi gli angoli ancora da dipingere. Joy, nel totale disinteresse, faceva il Giargiana sotto al tavolo.
Chiusura lavori parte prima ore 19, giro di docce e pianificazione della giornata di domani.
Il Giargiana ha detto che va a farsi un giro. Fare l’Umarell proprio non fa per lui.
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