Nottata movimentata dovuta allo sciame sismico che ha tenuto tutti svegli tranne il Poser, che in barba alla scala Richter ha tirato un dritto di russate da mezzanotte alle 5:49, quando una bella scossa ha fatto vibrare la casa e ha detto ‘di nuovo?’.
In realtà il di nuovo si è ripetuto un bel po’ di volte, controllate quasi in tempo reale dalla sottoscritta, che poi è crollata sul divano intorno alle due.
Con la “sveglia” delle 5:49 abbiamo chiuso definitivamente le valigie e ognuno è saltato al suo. Chi ha sistemato, chi ha incastrato beauty, chi ha pulito e chi - il Poser - ha preparato i panini per il viaggio. Terremoto sì, però qua se deve pure magnà.
Chiusa la casa, siamo scesi da Caffettiamo per la colazione come fanno qui: in assenza del dehor, il locale ti offre cuscini, vassoi e tavoli d’appoggio per fare la colazione direttamente sul muretto o seduti sulle panchine, da super giovani.
Paese che vai…
Ultimo giro per recuperare le valigie e siamo scesi salutando la casa, come vuole la tradizione della bella ‘mbriana. Che poi non è che la conosciamo proprio bene sta leggenda e tantomeno la canzone, ma dopo il terremoto forse la iella è meglio non portarsela dietro, o magari non proprio tutta.
Arrivati in stazione con il prode tassista Antonio “avete ballato un po’ ieri sera?” - siamo arrivati a destinazione con un’ora di anticipo, giusto per vedere Eduardo Cilletti svolazzare tra le fan e tra lo sguardo allibito degli adulti che, girati verso i figli, han detto “ma chi è???”. La Cuginetta serafica, ma niente, una belina che ha fatto un reality.
Arrivati a Roma siamo riusciti a battere sul tempo i vacanzieri ma non abbastanza veloci per scampare a un’altra suora( questa marrone e beige- credo che sulla scala dei colori batta la bianca) ma il Poser aveva già anticipato il rito prima che io dicessi “tiè, sfi..”. E infatti siamo riusciti a salire sul treno senza problemi e perfino a fare scambio di posto con un signore gentile che, visto il casino della sottoscritta nella prenotazione dei posti , ha ceduto il suo al Poser.
Però un pochino la suora ha colpito. Il signore gentile si è trovato circondato da gruppo eterogeneo di viaggiatori con bambini urlanti, adulti dalla dubbia igiene personale che l’hanno costretto alla fuga, lasciando noi tutti insieme ma vittima degli strani odori dei compagni di viaggio, intenti a svolazzare tra un sedile all’altro con un’ascella comparabile solo alle armi di distruzione di massa.
Viaggio lento ma allietato da grandi chiacchiere e scambi di idee, segue evidenza fotografica,
e dal Poser che rischia la rissa con un signore burinazzo che gli passa davanti al bar.
Arrivati finalmente a casa, attendiamo un attimo prima di recuperare l’amore mio, così possiamo mettere tutto in ordine e tirare le somme di questa settimana. A Napoli abbiamo imparato che se qualcosa non va, c’è sempre un modo, che se arriva il terremoto devi metterti sotto l’arco della porta di ingresso o sotto il tavolo, ammesso e concesso che questo non sia dí cristallo. Abbiamo imparato che se vuoi evacuare la casa, devi prima aspettare che finisca la scossa, perché scendere le scale può essere pericoloso. Abbiamo inoltre imparato che se non c’è un dehor, basta un muretto e un cuscino e che a Napoli il caffè te lo danno già zuccherato se lo chiedi con lo zucchero. E ancora ci portiamo a casa che nonostante il caldo, il casino, le regole non regole, alla fine le cose si fanno lo stesso, basta volerlo.
Ma soprattutto abbiamo capito perché i quadri nel nostro bagno erano tutti storti.