sabato 8 agosto 2026

Ha svampato Signò

Giornata oziosa e all’insegna del cazzeggio Joyoso, con mattinata di ritiro auto, giro in paese e salita alla Rossa in ovovia, quella dove il Giargiana non paga. In compenso abbiamo pagato noi, €24 per un’andata e ritorno sulla via dell’ozio, col Giargiana che si godeva il paesaggio dalla ovovia sponsorizzata Monge. 


Ora Joy sta facendo un giro di telefonate per capire se possono usarlo come testimonial, dice che viene via ad una cifra ragionevole.


E di ragionevole oggi c’è stato proprio tutto: il meteo nè caldo nè freddo, lo svacco sul prato ma soprattutto, nessuna suora all’orizzonte.



Il Giargiana si è goduto il paesaggio, ha scavato buche e tentato di strofinarsi su qualche carogna, per fortuna quest’ultimo con scarso successo. 




Dopo un pomeriggio da veri merenderos, siamo rientrati verso il paese per assistere alla trasformazione da paese semi deserto alla succursale di Rimini. Le famiglie si sono triplicate e con esse i cani (amori cani) ormai disponibili in ogni genere e forma. E poi bici, e-bike appassionati di downhill spuntati ovunque come funghi: nel piazzale bancarelle che vendono dalle pere alle figurine dei pokemon e, dulcis in fundo, la mongolfiera sponsorizzata Santero quella del “cancarone che ti danno nei cartoni” ha aggiunto il Poser. 



In realtà la mongolfiera fa tappa fissa qui tutti gli anni, la ancorano abilmente a un furgone nel piazzale e tra una svampata e l’altra, il pallone sale e scende di 6 metri.

Ecco qui.

L’evidenza dei fatti ci fa capire che sia arrivato per noi il momento di portare via le tende. Domani si torna alla base, ma il Giargiana, che puzza come un maiale, dice che vuole tornare presto. Infondo a lui la montagna piace, soprattutto da quando ha deciso di diventare testimonial dell’ovovia. Influencer scansateve.

venerdì 7 agosto 2026

La stella delle stelle

Questa mattina la Leonessa ha deciso di non ruggire, lasciandoci letteralmente a piedi. A piedi sì, ma con le ciabatte da suora laica, diventate un trend tra la sottoscritta e la mitica Annarella. Così, tra un mugugno e l’altro del Poser siamo scesi dal meccanico del paese, che, pulendosi le mani sulla salopette ci ha detto che alle 3 la viene a vedere. 

Tornati alla macchina e cambiate le scarpe con gli scarponi color acquamarina 

ci siamo incamminati verso la baita delle Stelle, posto preferito da Joy per tre motivi: 1. È pieno di cani 2. È in piano e all’ombra 3. Quando si parla di stelle lui pensa subito a se stesso, star indiscussa dei volpacci monopalla.



Partiti per il sentiero con panini alla “mortadella light” presa dal macellaio vegetariano, ci siamo incamminati per il sentiero che porta alla baita, 


incontrando qualche famigliola, coppie armate di cani che, proprio come piace a Marina, parlano dei cani come se fossero dei figli, trovando nella sottoscritta terreno fertile. Al bivio l’immancabile suora, bianca e sorridente, ignara forse del classico rituale appena andato in scena da parte della sottoscritta e del Poser.

Sosta alla palestra di roccia con pranzo al sacco e poi arrivo alla baita che troviamo in piena attività di polente conce e crostate di frutta, lo stesso menu proposto sia a 40 che a -40 gradi.

Dopo una pausa per ammirare il panorama,


Siamo  tornati in paese ad incontrare il meccanico che ci ha confermato che la macchina aveva solo la batteria a terra e verrà pronta domani in tarda mattinata.

Domani allora resteremo nei paraggi anche perché il Giargiana vuole prendere l’ovovia, tanto lui viaggia gratis. 




giovedì 6 agosto 2026

Gli schemi di gioco

Questa mattina il Giargiana ha iniziato ad agitarsi col sorgere del sole e con le idee chiare: farci alzare dal letto alla svelta, portarlo a fare pipì, fargli la pappa e dare inizio alla seconda parte dei lavori. Il suo schema di gioco (cit.) è finalizzato a non passare un’ulteriore altra giornata a fare l’Umarell, visto che lo spisciettare in nuove zone lo rende immensamente felice e se sta a casa lo può fare in maniera limitata. Il nostro schema di gioco invece prevedeva la ringhiera del secondo balcone e la pavimentazione del primo, quello già citato delle birrette.

Con grande stupore, il Poser mi ha promossa a smerigliatrice junior e pittrice senior, passandomi perfino lo scettro della pennellessa, strumento che mi ha permesso di terminare il lavoro in tempi rapidi e passare il controllo qualità. Intanto il Poser si cimentava con uno strumento ancora più figo, il rullo con il bastone. 



Passata la prima mano e per evitare di rimanere intossicati dallo smalto, siamo scesi in paese a pranzare, evitando il macellaio di ieri, quello delle finte polpette vegetariane.

A questo giro, ci siamo mischiati con quelli che i lavori edili li fanno sul serio e siamo finiti da Rosso Pregiato, altra macelleria con cucina - qui pare sia il trend - di un amico del Poser.


E anche oggi la dieta la inizio domani: i piatti light erano panozzi con salsiccia e affini. Il Poser ha seguito il trend del muratore e ha portato a casa un panozzo con salsiccia e senape, mentre la sottoscritta ha ripiegato sull’hot dog di pollo rigorosamente senza salse. Il Giargiana ha sperato fino all’ultimo in una battuta di fassona ma gli è andata male. 


Pomeriggio all’insegna dell’attesa che il pavimento asciugasse per dare la seconda mano e anche al giro degli outlet di Prato, con risultato finale di un paio di scarpe ciascuno: il Poser ha optato per degli stivaletti stile libro cuore e la sottoscritta per l’ennesimo paio di trainer “sobrie” con gioielli sbarluccicanti attaccati ai lacci. Quando si dice eleganza classica…

Rientro alla base col Giargiana che è riuscito a litigare perfino col cane dell’outlet e poi via di secondo giro di rullo, con il Poser detentore assoluto del bacco e la sottoscritta addetta a tappare i buchi col pennello da sfigati.  Decisamente un demansionamento rispetto all’incarico di questa mattina.


Fine serata con giretto in paese e pianificazione della giornata di domani. 


Joy vuole andare per monti ma non al sole, si punta alla Valle Gesso.

mercoledì 5 agosto 2026

Il Gianfruso

 Ieri sera siamo partiti da Genova alla volta di Prato Nevoso, un po’ per scappare dal caldo, e un po’ per fare un paio di lavoretti, quelli che ogni volta ci diciamo “si potrebbe fare” e poi puntualmente non si fanno.



Le ragazze ovviamente hanno dato forfait, la Bertux ancora in giro per l’Europa e la Piccolina già sul pezzo per prendere la patente della moto, rigorosamente sotto l’ombrellone perché così si impara meglio. Non ci restava che puntare su Joy, anche se sapevamo essere una risorsa scarsa e un po’ svogliata.

Come tutti i lavoratori ben organizzati abbiamo iniziato i lavori con calma, all’alba delle 10, dopo una notte allietata dallo zampettio del volpaccio che proprio non si abitua alla casa nuova - che poi in realtà conosce, ma tant’è…

La lista dei lavori, alquanto ambiziosa, prevedeva il mordente su entrambi i parapetti dei terrazzi e la pavimentazione con smalto di uno dei due, quello che alla sera ospita il Poser con birretta.

Alla lista si è aggiunto lo smontaggio del mobiletto in acciaio e la sostituzione - con montaggio - dello stesso con un plasticone preso su Amazon - valutato con 5 stelle dagli utenti.


Il Poser è saltato subito ai lavori da maschio: flessibile alla mano, ha dilaniato il mobiletto in acciaio mentre la sottoscritta si cimentava nel montaggio del nuovo.

A 3 ore dall’inizio dei lavori, Joy era ancora visibilmente inattivo e osservava la scena con sguardo giudicante: 


“lui nato per appoggiare le zampette sui prati montani, costretto a vedere la sottoscritta pestarsi con viti, incastri e ante”. Pausa pranzo “leggera” dal macellaio del paese che confessa che nelle “polpette di sole verdure” in realtà mette prosciutto e formaggio “perché altrimenti non sanno di niente” e poi giù verso Villanova alla ricerca di un pezzo per un attrezzo del Poser. Arrivati dal ferramenta, la signora gentile ci consiglia un altro negozio ma poi il Poser confessa che il suo attrezzo era utile solo per dei tapulli per cui torniamo dalla signora che ci illustra la nuova smerigliatrice dicendo che poi si può cambiare il gianfruso (io ho capito così) quando questo si usura. Così armati di gianfrusi siamo tornati a casa. Dopo aver levigato la paratia il Poser ha promosso la sottoscritta a apprendista pittrice 


ma con il pennello scarso “tu fai i bordi” mentre il Poser, palesemente facilitato da una pennellessa grande come una padella da crêpes, svolazzava tra un’asse e l’altra, indicandomi gli angoli ancora da dipingere. Joy, nel totale disinteresse, faceva il Giargiana sotto al tavolo.



Chiusura lavori parte prima ore 19, giro di docce e pianificazione della giornata di domani.

Il Giargiana ha detto che va a farsi un giro. Fare l’Umarell proprio non fa per lui. 

sabato 1 agosto 2026

Bella 'mbriana

Nottata movimentata dovuta allo sciame sismico che ha tenuto tutti svegli tranne il Poser, che in barba alla scala Richter ha tirato un dritto di russate da mezzanotte alle 5:49, quando una bella scossa ha fatto vibrare la casa e ha detto ‘di nuovo?’.

In realtà il di nuovo si è ripetuto un bel po’ di volte, controllate quasi in tempo reale dalla sottoscritta, che poi è crollata sul divano intorno alle due.

Con la “sveglia” delle 5:49 abbiamo chiuso definitivamente le valigie e ognuno è saltato al suo. Chi ha sistemato, chi ha incastrato beauty, chi ha pulito e chi - il Poser - ha preparato i panini per il viaggio. Terremoto sì, però qua se deve pure magnà.


Chiusa la casa, siamo scesi da Caffettiamo per la colazione come fanno qui: in assenza del dehor, il locale ti offre cuscini, vassoi e tavoli d’appoggio per fare la colazione direttamente sul muretto o seduti sulle panchine, da super giovani. 

Paese che vai…

Ultimo giro per recuperare le valigie e siamo scesi salutando la casa, come vuole la tradizione della bella ‘mbriana. Che poi non è che la conosciamo proprio bene sta leggenda e tantomeno la canzone, ma dopo il terremoto forse la iella è meglio non portarsela dietro, o magari non proprio tutta.



Arrivati in stazione con il prode tassista Antonio “avete ballato un po’ ieri sera?” - siamo arrivati a destinazione con un’ora di anticipo, giusto per vedere Eduardo Cilletti svolazzare tra le fan e tra lo sguardo allibito degli adulti che, girati verso i figli, han detto “ma chi è???”. La Cuginetta serafica, ma niente, una belina che ha fatto un reality.

Arrivati a Roma siamo riusciti a battere sul tempo i vacanzieri ma non abbastanza veloci per scampare a un’altra suora( questa marrone e beige- credo che sulla scala dei colori batta la bianca) ma il Poser aveva già anticipato il rito prima che io dicessi “tiè, sfi..”. E infatti siamo riusciti a salire sul treno senza problemi e perfino a fare scambio di posto con un signore gentile che, visto il casino della sottoscritta nella prenotazione dei posti , ha ceduto il suo al Poser. 

Però un pochino la suora ha colpito. Il signore gentile si è trovato circondato da gruppo eterogeneo di viaggiatori con bambini urlanti, adulti dalla dubbia igiene personale che l’hanno costretto alla fuga, lasciando noi tutti insieme ma vittima degli strani odori dei compagni di viaggio, intenti a svolazzare tra un sedile all’altro con un’ascella comparabile solo alle armi di distruzione di massa.

Viaggio lento ma allietato da grandi chiacchiere e scambi di idee, segue evidenza fotografica, 



e dal Poser che rischia la rissa con un signore burinazzo che gli passa davanti al bar.

Arrivati finalmente a casa, attendiamo un attimo prima di recuperare l’amore mio, così possiamo mettere tutto in ordine e tirare le somme di questa settimana. A Napoli abbiamo imparato che se qualcosa non va, c’è sempre un modo, che se arriva il terremoto devi metterti sotto l’arco della porta di ingresso o sotto il tavolo, ammesso e concesso che questo non sia dí cristallo. Abbiamo imparato che se vuoi evacuare la casa, devi prima aspettare che finisca la scossa, perché scendere le scale può essere pericoloso. Abbiamo inoltre imparato che se non c’è un dehor, basta un muretto e un cuscino e che a Napoli il caffè te lo danno già zuccherato se lo chiedi con lo zucchero. E ancora ci portiamo a casa che nonostante il caldo, il casino, le regole non regole, alla fine le cose si fanno lo stesso, basta volerlo.

Ma soprattutto abbiamo capito perché i quadri nel nostro bagno erano tutti storti.