venerdì 22 luglio 2016

Le ischitane

Scriviamo oggi a causa di una bellissima pausa sull'isola di Ischia. Se è vero che scripta manent è anche vero che con le verba che volant, volant anche le ore. E quando la compagnia è ottima, le ore volant velocemente.
Siamo partite ieri mattina da Napoli dopo una colazione super al molo Beverello e una volata sull'aliscafo che ci ha portate a Ischia. Durante il viaggio la Bertux si è esaltata per la cattura di qualche rattata e di un poliwag che abbiamo dedicato subito al Poser. La sua autostima ora è a mille, dopo aver saputo che la Nintendo si è ispirata a lui per uno dei 250 pokemon da catturare.


Adesso chiedo come mai gli abbiano dipinto le righe sulla pancia...
Arrivate a Ischia alle 10:30 siamo state accolte da Carla e dalle sue splendide bambine e siamo partite alla volta della spiaggia di San Francesco. 


Il posto è bellissimo, la spiaggia attrezzatissima per chi ha figli e la Bertux si è subito adattata alla vita da spiaggia, compresi i balli di "gruppi".



Rientro a casa di Carla nel tardo pomeriggio e piacevolissima serata in famiglia con cena spettacolo preparata dalla mamma di Carla. Alla sera, giro in paese con la Bertux che ha svaligiato i negozi di souvenir. Una cosa ci ha colpito molto ed è il fischio di Ischia: un fischietto in terracotta che porta fortuna o scaccia le malattie etc.. a chi ci fischia dentro. Unica regola: se ci fischi dentro, te lo compri. No joke.
Nemmeno a dirlo abbiamo più fischietti che capelli in testa, alla mal parata sapremo come far passare il viaggio di ritorno per chi viaggerà nella nostra carrozza. Viaggiatori, siete stati avvisati!
Mattinata volata via al mare, pranzo e poi giù all'imbarco per prendere l'aliscafo per Napoli. L'unico momento no è stato quello dei saluti, con una promessa: non faremo passare altri 26 anni prima di rivederci, vero Carla?
La seconda parte della giornata ci ha visto tornare al porto di Napoli che ci ha salutato con un paio di ecomostri galleggianti (uno pure corredato di scivolo viola)


e con due granite alla menta. Il signore gentile che ce le ha vendute, ha rabboccato la mia dopo che gli avevo detto che dovevo fare la strada a piedi per tornare in albergo. Temo che la mia faccia "sfranta" l'abbia convinto subito.
Dopo una pausa in hotel dedicata a contare i fischietti, ci siamo dirette al Vomero, il quartiere di Napoli in cui vivono gli zii. Questa sera, guide d'eccezione i cugini Pino e Manu, tappa Sorrento, che ci ha accolte con uno dei suoi magnifici tramonti.


Accoglienza che si è estesa alla pizza (ottima) e alla passeggiata post cena.



La cittadina di Sorrento è letteralmente a strapiombo sul mare e il centro pullula di viuzze e scorci mozzafiato.


E mentre la Bertux concorreva per il premio "miglior turista dell'anno" scandagliando tutti i negozi, io trovavo per caso Palazzo Montefusco, uno splendido complesso con piccole camere che affacciano su di un cortile interno (questo, se non l'avesse capito, è un messaggio fra le righe per il Poser:-)) 


Altro gioiello il chiostro di San Francesco, una struttura di pianta rettangolare edificata nel Trecento e "rivista e corretta" fino al Cinquecento, tanto che i capitelli cambiano a seconda del periodo artistico e delle famiglie che finanziavano i restauri. Sono, a tutti gli effetti, primi esempi di promozione del marchio.


La serata si è conclusa con un colpo di genio di Pino che ci ha portato a prendere il caffè al Grand Hotel Exelsior Vittoria, dove, targa all'ingresso ricorda, ha soggiornato il tenore Caruso e dove Lucio Dalla ha preso ispirazione per il
suo brano che del tenore porta il nome.
L'hotel si sviluppa all'interno di un parco curatissimo dove, tra un oleandro, un arco o una siepe, spuntano piscine, boutique, appartamenti di lusso e hotel. Il pezzo forte è la terrazza che si affaccia sul mare e ruba gran parte della vista su Ischia, Capri e Napoli.
La Bertux era tutta esaltata e cercava di convincermi a prenotare al vittoria il prossimo soggiorno. Peccato che si parta da un prezzo base di 700€ a notte... Ma vista la bellezza del posto si capisce da dove Dalla prese ispirazione. Mi chiedo cosa sarebbe stato Caruso se Dalla si fosse casualmente trovato all'ibis di Carugate invece che qui



Probabilmente avrebbe scritto "vorrei ma non  posto".


Tornate in hotel, la Bertux è crollata senza passare dal via.
Domani ci attende il Cristo Velato e la Napoli sotterranea, utile rimedio al calore e al mio portafoglio: sottoterra i negozi non ci sono!
Si conclude così una giornata movimentata e meravigliosa, grazie a Carla e alla sua famiglia e a Pino e Manu che hanno reso il nostro soggiorno davvero speciale.




mercoledì 20 luglio 2016

Rimorsi di coscienza

La prima notte al Napolit'amo non è stata un gran successo. La nostra stanza (306 - memorizzate futuri avventori!!) è praticamente la dependance della reception: durante tutta la notte e, precisamente fino alle 4:19, la nostra stanza è stato un via vai semi virtuale di turisti fai da te, cafoni made in Italy e buzzurri internazionali, un delirio. Stamattina abbiamo recuperato un po' di sonno e siamo partite alla ricerca di un bar per la colazione. Se c'è una cosa che a Napoli prendono sul serio è la pasticceria: cornetti, babà, dolci di ogni genere e forma ti ricordano il girone dei golosi ma, dopo aver girato l'angolo previa scofanata di cappuccino e brioches, la città ti ricorda quello che hai mangiato semplicemente così:


Oltre ai bar questo quartiere pullula di palestre. Palestre e specchi. Insieme aiutano un sottile rimorso di coscienza.
Abbandonato il rimorso, ci siamo dirette verso la via commerciale ufficialmente alla ricerca di un cappellino per la Bertux. Siamo state nell'ordine da Lush, dove abbiamo dato prova di enorme attaccamento al brand, H&M, dove era in corso un raduno di "uomini che seguono le donne nello shopping"

A loro tutta la mia comprensione...
Dopo H&M è stata la volta di Bershka ( sai mamma, ad Alessandria non c'è) e del Disney store, dove la Bertux ha deciso di puntare tutti i suoi risparmi sullo Stregatto: ci sarà da ridere domenica quando faremo la valigia, a meno che non decida spontaneamente di sparire... 


Dopo una breve tappa in albergo, siamo andate a prendere i biglietti per Ischia: domani raggiungeremo la nostra amica Carla e passeremo un giorno e mezzo insieme: basterà a recuperare 26 anni di buco?!
Pausa pranzo con fuga - eravamo incappate per sbaglio in un locale a 14€ a mozzarella- per poi proseguire la giornata a piazza del Pleibiscito.


Alla Bertux è piaciuta moltissimo per 2 motivi: 1) si vedeva il Vesuvio 2) ha catturato un paio di Pokemon.


Rientro forzato in albergo per non scioglierci al sole e soprattutto per non prosciugare il mio conto in banca, e poi ci siamo preparate per la cena.
Questa sera la cena è stata davvero speciale: la Bertux e io siamo state ospiti di una cara zia, sorella di mia nonna, che abita al Vomero. Per arrivare abbiamo preso la metro a Toledo: la stazione è bellissima e di recente ristrutturazione, l'impatto per chi accede è notevole.


Dopo cena, i cugini ci hanno portato alla scoperta di Napoli. Da San Martino, abbiamo potuto ammirare tutta la città insieme a ragazzotti che festeggiavano gli anni e beccioni hard core. Ma come dargli torto davanti ad una vista così?





martedì 19 luglio 2016

Napolit'amo

Siamo partite oggi in tarda mattinata da Genova con il freccia in direzione Napoli con scalo a Roma. 
La riorganizzazione della valigia ha richiesto un'oretta tutta, anche a questo giro Coniglio, con un po' di strafottenza, ha trovato un posto tutto per lui, tra le ciabatte della Bertux e la nostra roba.


Il viaggio è andato benissimo, sulla tratta Genova- Roma la Bertux ha alternato la cattura dei pokemon ai compiti di inglese. 


A fine giornata eravamo a 6 pagine vs 9 Pokemon. Non è difficile capire quale sia stata l'attività svolta con maggiore dedizione.
E mentre lei catturava i Pokemon, il treno accumulava ritardo, tanto da lasciarci a Roma 10 minuti dopo la tabella di marcia ma esattamente 10 minuti prima che partisse il treno per Napoli.
A Termini sono rimasti colpiti dallo slalom speciale con trolley che ci ha visto saltare valigie, stinchi e polpacci per arrivare in tempo alla partenza per Napoli. Sul treno ci hanno comunicato che abbiamo vinto le regionali e che le nazionali si svolgeranno a novembre. Si prega di munirsi di trolley più grande per gli assoluti.
Una volta sul treno, la Bertux, organizzatissima, si è rinfrescata con un ventolino "Made in Tiger" che si aggancia al cellulare.


Non pensavo che quel robo potesse in qualche modo essere utile.
Dopo un'ora di ventolino e di snack gratis (grazie trenitalia!!!) siamo finalmente arrivate a Napoli.
Preso un taxi (non proprio a buon mercato) fuori dalla stazione, siamo arrivate al nostro hotel che si chiama Napolit'amo. 
Mai nome fu più azzeccato per la Bertux! Il Napolit'amo si trova a 3 minuti da via Roma, mega via commerciale con tanto di: H&M, Lush, Disney Store et alia. E, ahimè, fanno pure i saldi!!


E, altra gioia della Bertux, l'hotel ha il Wi-Fi. E a chi non ci volesse credere, la password ne garantisce il funzionamento:


Dopo un breve giro in centro e cena in un piccolo ristorante con le tovaglie a scacchi bianche e rosse, siamo tornate in hotel con il cono gelato in mano.
Riusciremo a tornare senza un paio di chili in valigia?
Domani l'idea è quella di andare a Pompei ma prima andremo alla ricerca di un bar per la colazione. E i bar sono proprio nella via commerciale...

lunedì 27 giugno 2016

Il giro del vento

Mattinata all'insegna della scoperta delle spiagge: due, bellissime, sono raccomandate dalla guida - Bodre e Ghjunchitu. 


Per non fare discriminazione alcuna, decidiamo di vederle entrambe. Il piano A prevedeva l'acquisto, presso il fornitore ufficiale, di brioches, di panini e acqua per il classico pic nic sulla spiaggia. Al piano A è immediatamente subentrato il piano B: "andiamo là e troviamo un baretto sul mare".
Perfetto.
Il breve tragitto in moto però già preannunciava che ci sarebbe stato un gran vento, ma i nostri calcoli ci hanno portato alla rapida conclusione che il vento era forte solo sulla strada perché molto esposta.
Errore.
Trovata la strada per Bodre, una gentile fanciulla un po' annoiata, ci ha fatto segno di entrare e pagare il pedaggio: 2,50€ e la spiaggia sarebbe stata tutta nostra.
Il sentiero che portava alla spiaggia era pulito e ben tracciato, in pochi minuti arrivavamo ad una Bodre totalmente deserta e flagellata dal vento. 


Viste le macchine nel parcheggio, ho dedotto che i bagnanti che mancavano all'appello fossero letteralmente volati via. Ci si distrae un attimo e la famigliola felice vola via insieme al tavolino da campeggio, al retino per i pesci e all'intramontabile impepata di cozze.
A Bodre abbiamo passeggiato lungo il sentiero che costeggia la spiaggia, 


magari ci si sarebbe potuti arrivare a piedi direttamente dal nostro albergo.
Lasciata Bodre e forti del fatto di voler sfruttare appieno i nostri 2,50€ ci siamo diretti a Ghjunchitu. 


La spiaggia, ugualmente splendida e ugualmente flagellata dal vento, ospitava un bar molto grazioso, con tavoli in legno, cuscini colorati e sedie in vimini.
Ricordando il piano B, abbiamo tentato di portare a casa un the freddo e una coca, ma un curioso sosia di Marilyn Manson, con tanto di piede nudo appoggiato sul tavolo e occhialoni, ci ha salutato con un timido "hello" facendoci però capire che non aveva alcuna intenzione di anticipare l'apertura- in fondo erano solo le 11:30.


Foto di rito al faccione simil isola di Pasqua e ritorno al posteggio, dove la ragazza Noia si è raccomandata di non buttare il biglietto e di tornare domani, ci avrebbe fatto entrare gratis.
Sfumato anche il piano B, ecco il piano C. Pranzo da vuncioni con baguette e albicocche sulle panchine della piazza principale e shopping da turisti medi per corso Roma e per L'altro corso Roma. Il Poser goduto ha aggiunto una camicia da urlo al suo guardaroba casual. Per una preview, scrivere in privato. 
Astenersi perdi tempo!
Pomeriggio ozioso sempre da turisti medi con tanto di siesta in spiaggia - qualcuno ha pure ronfato alla grande...


Mentre qualcun altro scattava la foto di nascosto. Temo vendetta.
Per concludere una degna giornata da italiani medi abbiamo deciso di mangiarci la pizza. Purtroppo non sono riuscita a fotografarla prima di mangiarla stile imbuto. Certe volte la fame vince sull'essere medi.
Domani si riparte in direzione Bastia, da lì partiremo alla volta di Genova.
Dell'Isola Rossa ci portiamo a casa il vento, il brocciu, il Poser che mangia la frutta e la sabbia che va ovunque.
Ma non finisce qui, torneremo presto!
Stay tuned.






domenica 26 giugno 2016

La veste dei santi

Fedeli alla parola data, abbiamo tentato una misurazione temporale del tragitto hotel - forno - hotel con scarpa e dovuto constatare di non essere riusciti a battere i 10 minuti. Laddove la suola vince sulla flip flop, l'imprevisto rallenta la marcia.
Ce ne faremo una ragione.
Questa mattina siamo andati alla scoperta di Calvi, pochi chilometri tra scorci mozzafiato e dissuasori stradali. Durante il tragitto ho maturato l'idea che la stessa Corsica subisca l'influenza dei separatisti scooteristi, laddove l'Isola Rossa è dichiaratamente centaurocentrica e offre dissuasori con un passaggio agevolato al centro, Calvi è dominata dagli scooteristi che hanno lottato e vinto per i dissuasori pieni. Loro ovviamente conoscono vie segrete senza dissuasori e hanno ottenuto che non vengano evidenziate su Google Maps.
I centauri dal canto loro, rispondono con scaramucce bieche e sottili, quali bloccare i passaggi 


O autorizzare la vendita di passamontagna per il furto degli scooter.


Qui il furto dello scooter non è punibile per legge.
Al visitatore attento al dettaglio, non sfuggiranno i contrasti di colore all'interno del paese: tapparelle colorate, 



case e locali fanno a gara 


sull'origininalità, con risultati davvero notevoli.
Un'altra gara tanto originale quanto bizzarra riguarda la vestizione dei santi.
Nella chiesa di San Giovanni Battista, 


che si incrocia salendo la città vecchia - il Poser mi fa notare che Calvi è un po' Mondovì - un ambiente spoglio e austero accoglie santi e Madonne vittime del pessimo gusto di qualche stilista corso. E se l'abito non fa il monaco, qui è palese che il monaco non si sia fatto l'abito: lo conferma lo sguardo rassegnato di un San Gaetano in simil Yves Saint Laurent


e una Vergine arrabbiatissima con velo sbiadito e Bambino appeso al collo.


Nella cappella di San Francesco, un quadro inganna l'occhio (soprattutto dei miopi come chi scrive) tanto da far sembrare una nicchia con reliquia, lo spazio sotto l'altare.


Da notare la nota informativa scritta in italiano- finalmente- a cui qualche turista in crisi da maestrino ha apportato alcune correzioni grammaticali 


non lamentiamoci poi se il resto è scritto in francese.
All'uscita un cartello ricorda ai fedeli che Radio Maria è stata sostituita da Radio Salve Regina. Anche questa ti segue ovunque.





Proseguendo dopo la chiesa si arriva alla cittadella, un forte del XIII secolo costruito dai genovesi. All'interno un mini museo dedicato alla legione straniera 


all'esterno vista sul mare


Sosta a Corbara sulla via del ritorno per ammirare la chiesa, arroccata in cima al paese. Notiamo stralci di genovesismi nel nome della piazza


e negli orari di apertura. Oggi, che è domenica, la chiesa è chiusa.


Quando si dice la tradizione...
Giretto in paese alla ricerca di patatine e succo per il consueto aperitivo in veranda (il Poser ha ormai lanciato questa moda) 
e scoperta di una statua che rende omaggio ai bambini caduti in guerra.
Una mamma fiera dona il proprio figlio al mare. Isola Rossa non finisce di stupire.


E per non fare i turisti dal menù fisso, abbiamo tentato di mangiare al vietnamita ma quando abbiamo visto nella lista il solito riso alla cantonese e l'immancabile pollo alle mandorle, siamo tornati nella veste di turisti con tanto di menù fisso.
Dopo aver girato per Corso Roma e L'altro Corso Roma, la nostra attenzione è ahimè rovinosamente caduta su L'Osteria. Turisti!!! Non lasciatevi attirare dal locale carino e dalle sedie coordinate in rattan, il cibo è terrificante. Il Poser se l'è inizialmente cavata con un agnello al forno con patate mentre io venivo attaccata e sconfitta dai cannelloni al brocciu e menta che sapevano di dentifricio. Se lo stomaco resta vuoto, almeno l'alito si salva. Ma proprio quando il Poser gridava vittoria, ecco arrivare il colpo di grazia: fiadone al limone, nota tegola di formaggio tristemente passata al microonde, nemmeno le mandorle tritate ne ingentilivano il sapore.
Geniale la cameriera: quando mi ha chiesto perché non mangiassi i cannelloni al colgate, ha tenuto a sottolineare che non importava davvero se non mi piacevano, tanto mica c'era lei in cucina!
Quando si dice "far parte della squadra".
Domani ultimo giorno di vacanza, faremo un giro per le spiagge... Per non rischiare un altro fiadone mattone, ci portiamo dietro i panini!