Ce ne faremo una ragione.
Questa mattina siamo andati alla scoperta di Calvi, pochi chilometri tra scorci mozzafiato e dissuasori stradali. Durante il tragitto ho maturato l'idea che la stessa Corsica subisca l'influenza dei separatisti scooteristi, laddove l'Isola Rossa è dichiaratamente centaurocentrica e offre dissuasori con un passaggio agevolato al centro, Calvi è dominata dagli scooteristi che hanno lottato e vinto per i dissuasori pieni. Loro ovviamente conoscono vie segrete senza dissuasori e hanno ottenuto che non vengano evidenziate su Google Maps.
I centauri dal canto loro, rispondono con scaramucce bieche e sottili, quali bloccare i passaggi
O autorizzare la vendita di passamontagna per il furto degli scooter.
Qui il furto dello scooter non è punibile per legge.
Al visitatore attento al dettaglio, non sfuggiranno i contrasti di colore all'interno del paese: tapparelle colorate,
case e locali fanno a gara
sull'origininalità, con risultati davvero notevoli.
Un'altra gara tanto originale quanto bizzarra riguarda la vestizione dei santi.
Nella chiesa di San Giovanni Battista,
che si incrocia salendo la città vecchia - il Poser mi fa notare che Calvi è un po' Mondovì - un ambiente spoglio e austero accoglie santi e Madonne vittime del pessimo gusto di qualche stilista corso. E se l'abito non fa il monaco, qui è palese che il monaco non si sia fatto l'abito: lo conferma lo sguardo rassegnato di un San Gaetano in simil Yves Saint Laurent
e una Vergine arrabbiatissima con velo sbiadito e Bambino appeso al collo.
Nella cappella di San Francesco, un quadro inganna l'occhio (soprattutto dei miopi come chi scrive) tanto da far sembrare una nicchia con reliquia, lo spazio sotto l'altare.
Da notare la nota informativa scritta in italiano- finalmente- a cui qualche turista in crisi da maestrino ha apportato alcune correzioni grammaticali
non lamentiamoci poi se il resto è scritto in francese.
All'uscita un cartello ricorda ai fedeli che Radio Maria è stata sostituita da Radio Salve Regina. Anche questa ti segue ovunque.
Proseguendo dopo la chiesa si arriva alla cittadella, un forte del XIII secolo costruito dai genovesi. All'interno un mini museo dedicato alla legione straniera
all'esterno vista sul mare
Sosta a Corbara sulla via del ritorno per ammirare la chiesa, arroccata in cima al paese. Notiamo stralci di genovesismi nel nome della piazza
Quando si dice la tradizione...
Giretto in paese alla ricerca di patatine e succo per il consueto aperitivo in veranda (il Poser ha ormai lanciato questa moda)
e scoperta di una statua che rende omaggio ai bambini caduti in guerra.
Una mamma fiera dona il proprio figlio al mare. Isola Rossa non finisce di stupire.
E per non fare i turisti dal menù fisso, abbiamo tentato di mangiare al vietnamita ma quando abbiamo visto nella lista il solito riso alla cantonese e l'immancabile pollo alle mandorle, siamo tornati nella veste di turisti con tanto di menù fisso.
Dopo aver girato per Corso Roma e L'altro Corso Roma, la nostra attenzione è ahimè rovinosamente caduta su L'Osteria. Turisti!!! Non lasciatevi attirare dal locale carino e dalle sedie coordinate in rattan, il cibo è terrificante. Il Poser se l'è inizialmente cavata con un agnello al forno con patate mentre io venivo attaccata e sconfitta dai cannelloni al brocciu e menta che sapevano di dentifricio. Se lo stomaco resta vuoto, almeno l'alito si salva. Ma proprio quando il Poser gridava vittoria, ecco arrivare il colpo di grazia: fiadone al limone, nota tegola di formaggio tristemente passata al microonde, nemmeno le mandorle tritate ne ingentilivano il sapore.
Geniale la cameriera: quando mi ha chiesto perché non mangiassi i cannelloni al colgate, ha tenuto a sottolineare che non importava davvero se non mi piacevano, tanto mica c'era lei in cucina!
Quando si dice "far parte della squadra".
Domani ultimo giorno di vacanza, faremo un giro per le spiagge... Per non rischiare un altro fiadone mattone, ci portiamo dietro i panini!
















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