martedì 25 luglio 2023

I nuovi Bono Vox

Risveglio lento e letargico sollazzato da un buffet stellare al nostro Maritim Artehotel. 


Di arte, nel senso specifico del termine, se ne vede poca ma tutte le cucine del mondo si incontrano al piano terra, dopo gli ascensori a sinistra. Il Poser rende omaggio un po’ a tutti, passando dalle salsicce ai croissant, la sottoscritta e la Bertux puntano al Belgio con i waffle e la Piccolina rimedia con uova e pane.

Terminato il colazione intermational tour siamo partiti alla volta della porta di Brandeburgo situata a 750 metri esatti dall’albergo. Durante la passeggiata abbiamo sperimentato nuovamente l’instabilità del clima berlinese passando da 15 a 25 gradi almeno 45 volte nel giro di un’oretta scarsa. Arrivati alla Porta, ci ha accolto una situazione surreale: si spazia dall’uomo con l’organetto alla zingara con le rose al gruppo vacanze Made in USA in posa per la foto nel raggio di 30 metri.




Apprendiamo da Wikipedia che la porta è stata aperta al traffico nel 1791, esattamente 3 anni dopo la sua costruzione voluta dal re Federico Guglielmo II di Prussia in segno di pace. Di pace però sta porta nei secoli ne ha vista poca: saccheggiata, danneggiata dalle guerre, fasciata con drappi rossi dai sovietici nel 1963 per impedire a John Fitzgerald Kennedy di guardare a Est durante la sua visita forse la dea della pace sulla sua quadriga si riposa ora godendosi  il traffico e gli schiamazzi dei turisti intenti in selfie con la bocca a culo di gallina.







Passata la porta, ci attende un enorme parco il Tiergarten, che ospita lo zoo di Berlino e che ci porta dritti dritti al Siegessäule, detta anche “La colonna della Vittoria” oppure la statua d’oro del video Stay degli U2, con l’unica differenza che noi siamo saliti fin dove consentito e non sulla faccia della povera Nike. 












Siegessäule, insieme alla Porta di Brandeburgo è uno dei monumenti più celebri di Berlino. L’autore Johann Heinrich Strack, raccontò di aver sviluppato l’idea dopo aver visto il faro del cimitero monumentale di Brescia e nel 1864, ormai bresciano doc, si mise al lavoro per realizzare una statua per commemorare la vittoria della Prussia nella guerra prussiano-danese. Di seguito venne aggiunta una scultura di bronzo della Vittoria alta 8,3 m e pesante 35 tonnellate. La scultura, opera di Friedrich Drake, venne aggiunta per celebrare le vittorie della Prussia sull'Austria e la Francia.

L’opera venne inaugurata il 2 settembre 1873, qualche anno più tardi Tortona copiava l’idea ma volendo essere più fedeli alla tradizione locale, misero la Vergine al posto della Nike, per far vedere ai berlinesi chi è che conta di più.

E forse, un intervento divino sarebbe stato necessario visti i numerosi scalini da affrontare per arrivare in cima, uno per ogni santo del calendario che viene invocato a ogni passetto.

Abbandonata la Vittoria, abbiamo ripercorso il Tiergarten a ritroso, per la gioia del Poser che ci ha descritto per filo e per segno i carri armati del memoriale, riscontrando il solito notevole interesse nel pubblico al seguito.





Pausa pranzo in un locale vegetariano “cashfree” ma anche tovaglioloebicchiere free, che, oltre a rispettare l’ambiente, ti ricorda come bere a canna dalla bottiglia- rigorosamente in vetro - e a non sporcarti la bocca mentre mangi. Dopo pranzo la truppa si è separata: Poser e Piccolina alla ricerca di gelato e caffè, Bertux e la sottoscritta a ravattare nel negozio Humana a due passi dall’hotel. La Bertux è tornata a casa con lauto bottino (mi chiedo come metteremo tutto in valigia) la sottoscritta con una borsetta Anna Field pagata 8€ e un paio di improbabili calzoncini tartan rossi, che “non si sa mai, potrebbero sempre servire”.

Ricongiunte le truppe post riposo in hotel, siamo nuovamente usciti per visitare il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa, un’impressionante distesa di 2711 blocchi rettangolari di calcestruzzo, sistemati a griglia in modo da sembrare sepolture. Il progetto, approvato nel 1999 e realizzato dall’architetto statunitense Peter Eisenmann fu aperto al pubblico nel 2005.








Il monumento è aperto giorno e notte e i visitatori possono camminare liberamente al suo interno. 






Lasciato il memoriale ci siamo diretti alla torre della Televisione di Berlino, che si trova vicino alla fontana con un Nettuno scoglionato perché guarda in direzione TK Maxx, un enorme negozio che vende di tutto, comprese le scarpe da Mary Poppins che la Bertux ha fatto subito sue. E con pomi di ottone e manici di scopa ci siamo fiondati alla ricerca di un ristorante, a questo giro ha vinto la Cina: noodles e riso per tutti, Poser compreso, che dopo aver camminato per 13 km non ha ritenuto opportuno lodare gli innumerevoli pregi della cucina mediterranea.

Foto di rito alla Porta con sole calante e filtri dell’iPhone siamo tornati in hotel.





Domani vedremo il museo di Pergamo e la Bertux ha già trovato un negozio di fumetti proprio dietro al museo…

lunedì 24 luglio 2023

The glory of Sapa

Sveglia joyosa senza Joy alle 5:05 con cielo cupo e buffet che ha riscattato la location “nel mezzo del niente” del nostro hotel. 

Abbiamo capito poi il motivo del buffet così ricco: servono notevoli energie per guadagnarsi la fermata della navetta, indicata sommariamente dal concierge che, davanti alle nostre facce perse, ha concluso mostrandoci il QR Code “così non vi sbagliate”. E via, gambe in spalla, bando alle ciance e trolley in pugno, abbiamo affrontato la sterrata che separa hotel da navetta. 



All’arrivo, troviamo una famiglia indiana il cui papà batte le mani al passaggio di ogni aereo. Li cronometro: ne passa uno ogni 30 secondi e sono solo le 6:10. Immagino quindi la gioia di chi, anni fa, scelse la campagna per uscire da Milano e crescere i bambini all’aperto con cani, oche, cavalli, cimici, zanzare e Boeing 747: tutto nel raggio di 10 km malcontati.

L’autista della navetta, pilota F1 mancato o semplicemente contadino incazzato, ci scarica al terminal 1 in 9 minuti e mezzo, 30 secondi in anticipo sulla tabella di marcia.

Arrivati a destinazione, scopriamo che lo Sheraton è letteralmente incastonato nel terminal, un prosieguo del duty free con pernotto. La prossima volta prenotiamo qui. Malpensa è un immenso centro commerciale finalizzato ad ingannare l’attesa riempiendo la pancia e alleggerendo il portafogli: nello stordimento generale, il Poser cede a Starbucks ma solo con un espresso, borbottando  “è tutta rumenta”.

Viaggio comodo e con poca turbolenza accanto al Poser che ha scoperto di aver paura di volare. In realtà non ha solo paura, è letteralmente terrorizzato da ogni oscillazione, flap che si alza, carrello con i profumi, 10 grattaevinci a 14 euro.



Usciti dal dedalo aeroportuale abbiamo comprato a caso dei biglietti alla macchinetta e, grazie a un autista simpatico e cordiale, siamo arrivati alla stazione della metro (U Bahn) chiamata Rudow. Rudow e non Rudolph come la renna dal naso rosso è il capolinea della metro azzurra o linea 7, la Famagosta dei berlinesi. Qui, per non lasciare nulla al caso, usano numeri e colori, così se sei daltonico, a casa ci arrivi lo stesso.

Incrociando linee con linee, azzurri e violetti, siamo giunti a Friedrichstrasse, dove alloggeremo per i prossimi 6 giorni. Friedrichstrasse è la versione tedesca della SpaccaNapoli, una via immensa che, per la gioia del Poser, porta direttamente al Checkpoint Charlie e, per la gioia delle ragazze, è costellata di DM, Aldi, Zara, Butler, intimissimi e perfino il negozio delle birkenstock che farebbe la felicità della Marina perché ci sono modelli che in Italia non abbiamo. 





Il Checkpoint Charlie è diventato ormai un’attrazione turistica con tanto di fotografo pseudo abusivo che scatta foto a nastro a turisti di ogni lingua e colore pronti a sorridere dietro finti sacchi di sabbia e davanti a un casotto stile baywatch. Cosa invece fa riflettere è la mostra Die Mauer dell’artista Yadegar Asisi, scappato dall’Iran da bambino e arrivato a Berlino Est, ha poi ottenuto di passare alla parte Ovest della città e ancora oggi racconta nelle sue opere contrasti, emozioni e riflessioni.

Die Mauer mostra foto del muro delle diverse epoche, un’installazione che presenta esattamente cosa volesse dire guardare da ovest a est e un film testimonianza di 60 minuti esatti che serve al turista per riposare le gambe dopo aver fatto su e giù dal punto di osservazione per vedere il giorno e la notte.









Lasciato Asisi ci siamo diretti verso l’hotel testando con mano il bizzarro clima berlinese: dal sole caldo alla pioggia improvvisa che però dura il tempo di cercare il k-way nella borsa, pensare “meno male che l’ho portato”, metterlo e torna il sole.




Tornati in hotel, abbiamo fatto una ricerca su dove mangiare a cena. Alla fine la scelta è ricaduta sul giapponese per poi scoprire che in realtà era vietnamita e lanciarci in una scelta di piatti colorati, speziati e mentolati che ci sono piaciuti assai. Il migliore il dolce “the glory of Sapa” ingredienti sconosciuti, gusto ottimo.

Domani si va alla porta di Brandeburgo e poi decideremo strada facendo. Il bello di questa città è che dovunque si guardi, c’è qualcosa di bello, di storico, di affascinante e di skin care.

Bis morgen!

domenica 23 luglio 2023

herzlich Willkommen

 

Eccoci qua, in 2 stanze comunicanti sperduti nella campagna vicino a La Malpensa, quasi pronti per la nuova avventura delle scimmie. 
Eppure Google diceva che l’holiday inn express era ad un tiro di schioppo dal terminal 1 dove imbracheremo i bagagli alle 6:45, freschi come rose e belli come il sole.
Dopo qualche dubbio, ipotesi di soggiorni da divanisti e  sfide al gioco aperitivo, abbiamo optato per passare una settimana a Berlino, per il Poser sarà l’occasione di unire cultura e stupore, la Bertux ha già trovato il second hand district mentre La Piccolina sarà alla ricerca di prodotti skin care Made in Berlin.
Al momento abbiamo prenotato il museo di Pergamo, e quello delle illusioni, dando un colpo alla botte e uno al cerchio ma il nostro hotel è al Mitte, zona vivace e strategica per praticamente qualsiasi cosa, sono sicura che saranno più i cerchi a farla da padrona che le botti.
A farla da padrona però stasera è il Poser che ha già stravinto la gara dei trolley (7.3kg contro i nostri 9) e quella di solidarietà poiché, al ritorno dal parcheggio P6 smart dove ha gagliardamente lasciato la macchina, si è imbattuto in una allegra brigata di 70enni con la 500 in panne e ha dovuto prestare soccorso, spingendo la vettura insieme all’autista della navetta che lo doveva riportare in hotel. L’auto è ripartita, le signore si sono lanciate felici verso Cardano al Campo e il Poser è stato mollato dalla navetta in mezzo ai campi “da qui fai prima” schivando cimici e zanzare.
Joy invece ci aspetta dai nonni, tra passeggiate e bon bon ha chiesto se gli portiamo un nuovo giochino: il suo pollo di gomma non suona più e lui ne vuole uno che dica herzlich Willkommen! 

 

domenica 15 agosto 2021

Lo Poteun e i silenzi irripetibili

 Complice l’aria di montagna o i 10.000 passi di ieri, Joy ha rinunciato alla solita sveglia con bacio canino delle 6:30 e ha aspettato che ci alzassimo con calma verso le 8. Il Poser l’ha portato a fare un giro nel borgo medievale mentre Madame, la padrona dell’albergo, preparava allegramente le colazioni per gli ospiti. Integralista valdostana, Madame predilige abiti tradizionali in fantasie semi moderne che suddivide meticolosamente a seconda del ruolo del suo staff: fiori azzurri per chi serve ai tavoli, pois per chi fa le camere. Esentato dal rigore sul vestiario il figlio, un ragazzotto biondino e distratto che fatica a tenere a mente “un the al limone e un caffè macchiato”. Madame, suppongo, abbia avuto la lungimiranza di non strizzare l’erede in pantaloni attillati e fusciacca rossa lungo la gamba per evitare imbarazzanti inciampi nello salire e scendere le scale. Il tocco poetico dell’albergo si trova nei nomi delle stanze: la migliore “irripetibili silenzi” è stata ironicamente assegnata ad una famiglia toscana armata di 2 bimbi piccoli e un barboncino beige con l’occhio spiritato.

A noi “beccioni doc” il destino ha assegnato la camera del bacio - lo poteun - di cui la sottoscritta storpia accidentalmente la pronuncia a causa della scarsa conoscenza della lingua francese. Alla stanza è legata una poesia che, sospetto, sia anch’essa opera di Madame, che trae ispirazione mentre prepara torte, marmellate, abiti tradizionali, gnomi o decapita ballerine.





Salutata Madame intenta a far lezione di gnomi al figlio svampito, siamo partiti alla volta del lago Champlong. Questa è una parte di valle che conosco poco per cui ci siamo affidati a internet che in hotel prende a singhiozzo. Per arrivare al lago si prosegue in direzione Chatillon per poi salire in un paesino che si chiama Artaz. Da lì, si sale per un sentiero che attraversa case private, con gli occupanti in gara per la coppa barbaque della Valle e poi, secondo la pagina internet, si prosegue per un fresco bosco di larici. In verità il sentiero, dopo la BBQ competition, si inerpica per un percorso a prova di ungulato, che Joy ha brillantemente superato seguendo una cagnolina nera tutta pepe e bacetti. Da lì si prosegue alla volta di 2 laghi, uno piccolo e un altro completamente secco, per poi arrivare a Colle Pillaz.





Qui si scopre un immenso prato con tipica fontana, panchina gigante e famiglie moleste con bimbi urlanti e cani che zampettano nel fango. Se dovessimo tornare ci portiamo il Trio Pistacious che in crociera si è esibito nelle loffe col gomito e la piccolina che potrebbe realizzare balletti e TikTok all’aria aperta. Mentre il Poser rifletteva all’ombra, la sottoscritta scovava la casa dei suoi sogni:





Isolata, in pietra e legno ma soprattutto con niente davanti, come a casa nostra in via burlando.

Ho chiesto al Poser se me la compra e ha detto di sì, per cui immagino di trovarmi le chiavi dello chalet quest’anno sotto l’albero.

Joy intanto ha fatto amicizia col cane che zampetta nel fango, un Labrador tontolone che ha cercato di convincere il volpaccio a fare il bagno nel trogolo. Dopo l’occhiataccia della sottoscritta, Joy ha preferito scavare una buca vicino alla nostra coperta mentre la zia nostalgica della famiglia molesta intonava “me gustas tu” di Manu Chao.

Da lì si sale ancora per arrivare al lago Champlong, anch’esso ridotto per via del caldo estivo.




Sulla strada del rientro abbiamo incontrato una famiglia che stava tentando la salita, il padre, madido di sudore e con il tutore al ginocchio, ci ha chiesto se poi scollinava e, mentre di solito dico che poi diventa facile o che manca poco per incoraggiare i viandanti, a questo giro non me la sono sentita di indorare la pillola. “Eh sì, è un po’ tosta e no, non scollina” inutile mentire al poveretto che sicuramente avrà consultato la stessa pagina web farlocca che ha convinto noi.

Volpaccio invece ha messo a  punto una tecnica perfetta: quando noi camminiamo al sole lui corre e cerca l’ombra, si svacca, quando noi arriviamo all’ombra lui è di nuovo pronto a partire mentre noi tentiamo di riprendere fiato. Se incontro di nuovo il tizio col tutore gli spiego il metodo Joy. Funziona.

Tornati in hotel abbiamo scovato di fronte un negozio bizzarro: vende le teste che Madame decapita alle ballerine. 




E per sfregio lo fa proprio di fronte al suo hotel, con la fermezza di chi cerca di fermare tale scempio.

Serata ad Aosta con il Poser in cerca disperata di bistecca e patatine e culminata con cena in ristorante vegano macrobiotico, con enorme gioia della sottoscritta che bramava vellutata e falafel (non insieme) e scazzo del Poser che ha cantato tutta la sera le lodi alla bistecca.

Domani si va a Morgex a trovare la bellissima Sophie di cui Joy è follemente innamorato.

sabato 14 agosto 2021

Horror hotel: gnomi, scale e ballerine

 





Dovevamo saperlo che un hotel con le camere libere una settimana prima di Ferragosto potesse nascondere qualche orrido mistero, ma noi abbiamo voluto sfidare la sorte, ballare impavidi sulla tomba di belzebù e la nostra spavalderia è stata subito punita.

Arrivati in una cocente Donnas ci siamo avventurati alla ricerca del nostro hotel, un 3 stelle a gestione familiare incastonato nel cuore del borgo medievale.

La filosofia dell’albergo, scopriamo entrando, si basa sulla ricerca interiore, sul cammino del pellegrino che, fin dal 1300, trovava ristoro presso questa dimora meditando, leggendo e meditando ancora.

Per questo motivo, si legge sul muro della seconda rampa di scale che porta alla nostra stanza, non troverete qui Sky (sì, dice Sky) e nemmeno la tv (come se uno potesse esistere senza l’altro) ma un invito a leggere un buon libro, nella stanza angusta, senza aria condizionata ma in compagnia di un ventilatore che raglia, di uno gnomo malefico e di una ballerina a grandezza naturale a cui è stata mozzata la testa.

Per meglio aiutare la concentrazione del pellegrino, è stata preclusa la vista, se non sul vicinato di fronte che, scopro casualmente, sta affrontando pesanti lavori di ristrutturazione.

Presi dallo sconforto- la sottoscritta più che il poser che riesce a farsi andar meglio le cose - abbiamo tentato di prenotare altrove ma visto i prezzi esorbitanti, abbiamo dovuto desistere. Resteremo con Joy - le ragazze sono in vacanza- a sfidare la sorte e a cercare di convincere gnomo a scappare da qui, inseguendo i suoi sogni di gran viaggiatore, pare voglia fare il gran Mogol delle giovani marmotte, ma non sarò io a dirgli che è un personaggio di fantasia.

Sistemati i bagagli in albergo, ci siamo diretti alla volta di Aosta alla ricerca di un bandana per la sottoscritta che se l’è dimenticato a casa. Dopo 4,5 vasche su e giù per Via Roma, abbiamo chiuso la gita con 2 paia di calze caldissime per l’inverno, 



prodotti vari da bagno incluse anche 2 maschere per i piedi che il Poser non vuole provare a fare e un cappello con visiera regolabile che ricorda vagamente la moda alla Mao Tze Tung. Chiusura Amarcord con apericena nel locale dove cenavamo lo scorso anno, quando, esattamente in questo periodo, portavamo il volpetto furbetto a fare le prime sgambettate in montagna.

Serata meditativa in albergo con il Poser intento nella lettura di un romanzetto preso in edicola e la sottoscritta alla ricerca di un posto nuovo da esplorare: trovato, domani andiamo ai Laghi  Di Champlong, Joy chiede se può venire anche gnomo.