venerdì 23 luglio 2021

Day 5 - Benvenuti a Malta






 A chi si lamenta del caldo di Casale Monferrato dico:”venite a Malta!” La pianura padana vi sembrerà un’oasi nel deserto, l’eden, il posto più fresco del mondo e perdonerete perfino le zanzare. Per non farci mancare nulla questa mattina siamo andati a fare un tour di Malta, in formazione 10x10, sull’autobus “open top” quello da insolazione garantita al 100%. La nostra guida, Mario, è originario di Malta, parla il maltese, l’inglese e l’italiano tutti con gli accenti mischiati: così a Malta lo scambiano per italiano, in Inghilterra per maltese e in Italia per inglese. Mario ci racconta come la sua terra sia stata nei secoli un polo militare strategico, sia stata dominata dagli inglesi, dagli arabi e dai tedeschi e ognuno ha lasciato qualcosa: si guida a destra, la lingua maltese è piena di termini arabi e sono abbastanza sicura di aver visto un’insegna con scritto “per l’Oktoberfest girare a sinistra”.

Il tour tocca diversi quartieri dell’isola, a onor del vero lo stile si ripete strada per strada, dando a tutti i quartieri una forte impronta araba. Mario ci racconta come Malta sia stata classificata come AA+ dal rating S&P, ma l’impressione generale è quella di un paese ancora in cerca di investitori con alcuni punti di forza ma con tanto ancora da potenziare. Causa covid non abbiamo contatti con la popolazione locale perché non ci è consentito scendere dal bus: alcuni, mossi da pietà per la sauna che stiamo facendo, ci salutano dai balconi ed è un vero peccato perché la voglia è quella di scendere dal bus e esplorare vie, chiese e viuzze. Oppure di farsi invitare a casa di questi qui, sedersi al fresco e godersi il panorama.

Al ritorno sulla nave ci attende il pranzo alla conquista del buffet, il Poser, sempre per stare leggero, fa il pieno di pizza e focaccia, io e la piccolina ripieghiamo su verdure e gelatina chimica colorata, del trio si perdono le tracce fino all’ora di cena.

Serata tranquilla a bordo, il Trio Pistascius lanciato al teen club, LeCuginette accalappiate da alcuni ragazzotti spagnoli che, nella speranza di strappare il numero della cugina grande, si sono sciroppati le lezioni di italiano delle altre due che, per farsi capire meglio, urlavano “qui, qui!”. Beata gioventù.

Domani giornata di navigazione, la nostra crociera sta volgendo a termine, ultima tappa Barcellona, poi si torna a casa.

giovedì 22 luglio 2021

Day 4 - il palco di Saverio

 


Questa mattina, alle ore 8 in punto, la nostra MSC Grandiosa entrava vivace e frizzante nel porto di Palermo. Questa mattina alle ore 8:20 il Trio Pistascius si trascinava faticosamente verso il ristorante del 5 piano, dopo una notte di bagordi in compagnia di ragazzi e ragazze conosciuti sulla nave. Pare, dice il Trio, che deus ex machina sia un 12enne intraprendente che, per vincere la noia, fa amicizia con tutti e, per vendere la sua popolarità, fa fare amicizia agli amici degli amici. 

Il Trio viaggia compatto e sceglie quasi all’unisono le portate del menù: laddove la sera c’è un po’ di margine di scelta, la colazione le vede compatte e unite con waffle annegati nel cioccolato, con caffè americano a volte macchiato. Il Poser invece, per stare leggero, questa mattina ha ripiegato sull’omelette, ideale per affrontare l’escursione della giornata: walking tour di Palermo. Gradi previsti 30.

Dopo aver fatto su zaini, zainetti, cappelli e borracce, ci siamo letteralmente incamminati per il tour di Palermo. Ad attenderci Paulo, guida brasiliana poliglotta che spazia dall’italiano al portoghese al siciliano, restituendo agli escursionisti un racconto un po’ sui generis su Palermo, di cui faccio fatica a mettere insieme qualcosa di sensato. Ma, simpatia e disponibilità hanno controbilanciato alcune uscite tipo “quelo ci aveva i soudji e comisiunava la chieisa” o qualcosa di simile.

Più iellato di noi il team Cognata con guida scolastica e didascalica fortemente politicizzata. LeCuginette hanno esultato al momento della degustazione, unico punto in cui il Brasile ha incontrato e battuto il resto del mondo. 

Resta però il fascino di una città dai forti contrasti, dell’una chiesa ogni tre case, dei versi del Corano scritti sulle colonne del duomo e, come fa notare il Trio Pistascius, di un H&M di ben 5 piani. 5.

Particolarità, il carro di Santa Rosalia, patrona assoluta di Palermo, lasciato in bella mostra per la ricorrenza della festa della Santa. In passato Palermo aveva 4 sante protettrici: Agata, Cristina, Ninfa e Oliva, ma Rosalia ha scacciato la peste e sbaragliato la concorrenza. Alle altre però la città ha dedicato un canto ciascuno, dove per canto si intende un quartiere, o una contrada, un po’ come a Siena, ma con il mare.

Pomeriggio di relax per recuperare il tour palermitano di 4 ore: le ragazze in sala giochi, il Poser e la sottoscritta in palestra con l’ausilio del boy-friend e il Trio rigorosamente in caccia.

Ma il grande evento del giorno è la serata di gala, la sera in cui tutta la nave si tira a lucido e quasi tutti ospiti sfoggiano tacchi, brillini e paillettes nella speranza di vedere il comandante che, nell’immaginario collettivo è un simil vichingo dal cuore coraggioso in perenne sfida con gli oceani per portare la sua nave in porto.

Il compito infame però spetta ai fotografi che devono compiere il miracolo di far sembrare tutti dei fotomodelli. Ho visto signore in pose da contorsioniste, uomini salire e scendere scalini e famiglie intere aggrappate alla scalinata sbarluccica del ponte 5 che fa tanto “Barbie principessa del ballo”. 

Il Trio è partito in solitaria per le foto ricordo visto che tutte e tre sfoggiavano look degni di Vogue e ne volevano approfittare. Noi abbiamo messo in campo la formazione a 3 con LeCuginette approfittando invece di un momento in cui l’altra metà del team Cognata era impegnata alla reception.

Alle 22 tutti a teatro per vedere Grande amore, un pasticcio retrò con canzoni italiane tratte per la maggior parte da film che parlano di mafia. A corredo di “pizza, mafia, mandolino e volare” il corpo di ballo si esibisce con costumi geolocalizzati alla carlona con i pulcinella su “arrivederci Roma” e i ritmi cubani su “nel blu dipinto di blu”.

In apertura però ecco l’ex direttrice marketing a fine carriera che presenta parte dell’equipaggio incluso il tanto atteso comandante. Il comandante Pontecorvo è un ometto piccolo dalla faccia simpatica, over 60 con una bella pelata a dimostrazione degli anni passati con il cappello della divisa in testa. Mentre presenta se stesso in 28 lingue la nave inizia a ballare un po’ e io penso che forse sarebbe meglio che tornasse al suo posto invece che stare in teatro. Immagino concordino con me anche quelle che pensavano di trovarsi davanti Thor con la divisa e i gradi tatuati direttamente sul bicipite.

Finito lo show con “con te partirò” corredato da ballerini in costumi veneziani (??? Ma perché???), la ex direttrice marketing annuncia il talent show dei membri dell’equipaggio, pronto ad andare in scena al ponte 7. E dall’entusiasmo che mette nel presentare lo spettacolo , capisco chiaramente che sia stata una sua idea.

A questo giro assistiamo al rumorista balinese e al club dei canterini che annovera un aiuto cuoco, un macellaio e Saverio, un simpatico 60enne addetto al servizio clienti. Al povero Saverio la ex direttrice  fa cantare “My way” in un inglese un po’ alla “uozamaraiù” e sguardo triste, come a dire “ma che me tocca fà pe’ campà”.

Domani si va a Malta, penultima tappa della nostra vacanza. Il Trio Pistascius sarà felice di dover parlare solo inglese.















martedì 20 luglio 2021

Day 3 - A spasso con Katia

 

Ci sono giornate che partono bene e oggi è una di queste. Siamo arrivati in porto a Napoli alle 8 precise: ad attenderci una giornata splendida, calda il giusto ma non troppo.

Ritrovo ore 9 col Trio Pistascius al ristorante del 5^ piano, un gancio datoci dal nostro manager di sala Mario (credo sia un nome d’arte) dopo aver assistito allo sconforto della Piccolina che faceva la caccia al gluten free al buffet “pizza, pasta e torte” del 15^ piano. Il ristorante del 5 piano funziona in maniera inversamente proporzionale rispetto al 15: laddove al buffet ci sono 100 persone per 5 camerieri al 5 ci sono 100 camerieri ogni 5 persone. E nonostante tutto, il manager di sala ci guarda e dice “ahhhh siete quelli del tavolo da 10!” Eh sì, anche se il team Cognata ha disertato la colazione al 5, le cene al 6 hanno lasciato già un segno. Questo perché, senza falsa modestia, siamo simpatici. Simpatici e carini. Carini e coccolosi, come i pinguini di Madagascar.

Rotte le righe dopo la colazione, le squadre si sono riunite in ordine sparso: il Trio Pistascius è andato alla scoperta della nave, noi e il team Cognata in palestra, con il Boy-friend che ci ha gentilmente fatto da personal trainer. Domani, compatibilmente con l’escursione, sarà allenato anche il Trio Pistascius.

Dopo la sessione in palestra, siamo tornati al ristorante del 5 accolti dall’esercito dei camerieri, questa volta soddisfatto nel vederci in formazione 10x10.

Pranzo veloce e poi via verso Pompei, passando ovviamente prima dagli amici del Mossad. 

Ad attenderci al pullman questa volta una signora allegra e molto preparata che ha trasformato la visita a Pompei in un racconto interessante e brillante, tanto da spingermi a chiederle se è prenotabile come docente di storia o storia dell’arte o entrambe.

Prima di arrivare a Pompei, tappa strategica al laboratorio dove si lavorano le conchiglie per la realizzazione di camei. Nonostante il cameo non sia il mio gioiello preferito, ammiriamo il maestro Giorgio al lavoro che, con orgoglio, tramanda di generazione in generazione. Ai maschi. Le figlie femmine sono tutte schierate nella sala accanto, quella che devi attraversare se vuoi andare in bagno: e con la visita agli scavi a meno di 20 minuti di pullman, il bagno diventa una tappa quasi obbligata. Le sirene dei camei fanno colpo su quasi tutti, a noi propongono sagge alternative ai camei, così che il Trio Pistascius esce con un anello (3 uguali) mentre la sottoscritta con la Piccolina sceglie il classico cornetto napoletano- sperando che sia di buon auspicio.

Corallati, cameati e anellati, raggiungiamo gli scavi di Pompei. La guida Katia ci racconta come le donne romane fossero già emancipate: avevano già la pillola del giorno dopo (più o meno), studiavano, prendevano parte alla vita della città, gestivano commerci e negozi a differenza delle donne greche, che notoriamente più sfigate, potevano solo fare le matrone o le sacerdotesse.

Un’altra storia che attira l’attenzione di tutti è quella delle lupanare, antenate dei bordelli. Per attirare la clientela straniera, i romani avevano scelto un segno inequivocabile del servizio offerto applicando sulle case chiuse un bassorilievo a forma di belino, inclinato a seconda della direzione dell’ingresso della casa. Stessa strategia per la segnaletica stradale: se a Londra troviamo scritto per terra “look right” o “look left” a Pompei era tutto più semplice “per ciulare, gira a sinistra”.

All’interno delle lupanare micro celle con letti in pietra e illustrazioni del servizio sopra ogni celletta, in questo modo la resa del servizio era garantita. 

Altro aneddoto simpatico, sempre relativo all’iconografia, ci viene raccontato da Katia che ci illustra come il fallo, ritenuto volgare dai papi cattolico, sia stato trasformato in una cornucopia e, successivamente, dai napoletani nel cornetto portafortuna. Proprio quello, per intenderci, che penzolava allegro al collo della sottoscritta, consapevole adesso di camminare fiera con un belino di corallo in bella mostra.

Passato lo stupore delle lupanare Katia ci ha portato alla scoperta della casa più lussuosa di Pompei: due atrii, due giardini, due sale da pranzo più le camere da letto e gli alloggi per gli schiavi. 3.000mq per 5 persone, probabilmente si parlavano con i megafoni. La guida ci ha spiegato più e più volte come quanto utilizziamo oggi nel quotidiano sia stato già inventato dai romani. Il calcestruzzo? Romano. Il bar con il vin brûlé? Romano. Le strisce pedonali? Romane (rialzate per scansare la fiumara di fogne che si formava nelle strade. Il forno per il pane? Romano. La pizza no, quella almeno è napoletana. 

Terminato il giro per la parte commerciale e dopo aver sbirciato a casa degli altri, inclusa quella col cave canem (versione romana di Joy) abbiamo fatto un giro tra i reperti ritrovati, inclusi i calchi dei corpi di quei poveretti uccisi dall’eruzione del Vesuvio.

Ultima tappa al bagno prima di salire in pullman con la guida lanciata in un tour virtuale di Napoli in caso la nave partisse senza di noi. Il Trio Pistascius ha specificato che nel tour virtuale mancava la pizza e la guida ha subito rilanciato con pizza e canzoni neomelodiche. Il Trio Pistascius ha sperato di non perdere la nave.

Finale col botto con LeCuginette e la piccolina a caccia di zombie nel cinema 3D, noi a guardarle dal video mentre sgambettavano sparlando al nulla con le lacrime agli occhi. Alla fine ridevano tutti, inclusi i ragazzi della biglietteria e gli ospiti in attesa del prossimo turno. Secondo me dovrebbero darci un altro biglietto: bonus intrattenimento altri ospiti.

Domani si va in gita a Palermo: appuntamento alle 8 al ristorante del 5 piano. Il Trio Pistascius dice che arriverà 10 minuti prima. 














lunedì 19 luglio 2021

Day 2 - in vacanza con mammà

 










A causa delle restrizioni covid non è possibile scendere dalla nave senza aver prenotato un’escursione guidata.  Visto il ripetuto crash del sistema di prenotazione online, non siamo riusciti a riservare alcune escursioni e abbiamo dovuto “scegliere quello che era rimasto” una volta a bordo. La buona notizia è che sono venute via al 30%, la cattiva è che in 2 occasioni saremo sul pullman scoperto, quello, per capirci, che divide i turisti per caso dai turisti per scelta. 

Dopo aver conquistato la colazione a buffet, abbiamo passato il controllo sicurezza gestito, secondo la teoria complottistica del Poser, da ex agenti del Mossad e siamo arrivati al pullman, tutti rigorosamente con l’adesivo Msc sulla spalla.

La guida, una signora piccolina già sfatta alle 9 del mattino e in evidente stato ansioso, ci accoglie con palettone msc, audioguide e regole severissime: niente negozi, niente bar, niente caffè. Inizio a pensare che il Poser abbia ragione.

Dopo un breve tragitto fatto di racconti tirati a casaccio su papi, etruschi, tombe non visitabili e gara di musei tra Civitavecchia e Roma, arriviamo finalmente a Tarquinia.

Il giro è molto corto ma offre un’idea della cittadina che, seppur con museo e necropoli chiuse causa covid, resta sempre bellissima. Si taglia dal museo verso la parte medievale e si risale da piazza delle Erbe per ridiscendere  dal Corso. Tutti i negozi sono chiusi al lunedì mattina per la gioia della guida che non deve ripetere che lo shopping è vietato. Non sono però vietati i bagni pubblici, di cui la guida sembra conoscere ogni segreto e la ricerca dell’ombra, vero must di tutta l’escursione, frammezzata da nozioni storiche sui palazzi e gossip sugli abitanti del borgo “vedete questa casa? Ci abitava un pittore olandese ma è da 2 anni che non ci sta più. Magari non lavora e ha dovuto venderla”.  E chissà cosa sarà mai successo al pittore olandese? Con questo dubbio proseguiamo la gita fino alla stazione dei pullman, con tappa al bagno e cercando rigorosamente l’ombra.

Seconda tappa, Tuscania.

La guida, di origine romana, non perde occasione di marcare le differenze tra “noi (romani)” e il resto del mondo. Arrivati a Tuscania, esordisce dicendo che in paese non c’è praticamente niente da vedere, delle 2 chiese, una è stata adibita a museo e l’altra a biblioteca e se le vuoi visitare è una mission impossible, devi chiedere al vescovo, al cardinale, al camerlengo e allo Jedi. C’è un parco, ma è chiuso e, sempre seguendo l’ombra, ci porta davanti ad una fontana sottolineando che le donne sono tornate a lavare i panni al lavatoio, creando una nuova tendenza. Sono abbastanza sicura che le mie amiche che abitano in zona siano tutte dotate di lavatrici di ultima generazione ma chiederò conferma, potrebbe essere la svolta anche per noi che abitiamo in via Burlando: in fondo, basta dotarci di sapone, cenere e gerla.

La povera guida si illumina a tratti riconoscendo la scritta SPQR sui muri, e la indica beffarda sottolineando come i romani abbiano letteralmente spazzato via le altre civiltà, in primis gli etruschi, che diciamocelo, hanno lasciato anche un alfabeto indecifrabile. 

Salutata la guida, siamo tornati a bordo attesi dagli agenti del Mossad che hanno avviato la solita procedura: tessera, riconoscimento facciale, febbre, metal detector: ormai ci manca il passo del giaguaro e siamo pronti per arruolarci.

Pomeriggio all’insegna del “chi fa da sè fa per 3”: Poser e Piccolina in piscina col team “Cognata”, il Trio Pistascius tra svacco in camera e piscina, la sottoscritta in camera a riposare. 

Cena al “solito” Perla Grigia con personale simpatico e canterino: per festeggiare una signora un cameriere si è lanciato in una mitragliata di hit anni 90, con tanto di torta trionfale e applauso collettivo. Per un momento ho temuto che qualcuno dicesse “era il suo compleanno ieri, le fate una cantatina”?

Post cena in attesa dello spettacolo a teatro, mentre la sottoscritta si organizza con il team Cognata, il Trio 

va alla ricerca di un ragazzino belloccio adocchiato durante l’escursione di questa mattina: unica nota dolente la madre, sempre accanto all’adorato figlio. Un sincero in bocca al lupo alla fortunata che lo sposerà.

E mentre una signora anziana lotta alacremente con il bastone da selfie, 

lasciamo il ponte 18 in direzione teatro.

Lo spettacolo, introdotto da quella che temo essere una ex direttrice marketing a fine carriera, è un carosello di 35 minuti di canzoni anni 80 e 90 con tanto di balletto stile varietà. Nonostante il fatto di esserci stata in quegli anni, e la sicurezza di non essere completamente rimbambita, alcune canzoni erano abbastanza irriconoscibili, anche se perfettamente eseguite. 

Inizio e gran finale sono affidati a un trio femminile che, con voci grintose e moine sexy, spazzano via cantando in costumi da sirena, anni di lotta femminista.

Chiudiamo la giornata in navigazione verso Napoli.

Domani Pompei, in visita alla necropoli. Previsti 40 gradi. Franceschini sarà fiero di noi.

Day 1 - la sopravvivenza







 Sveglia joyosa alle 6 del mattino  col volpaccio che aveva già fiutato il pacco “mi sa che questi partono e mi lasciano qui”. Quasi, complici i nonni Joy passerà qualche giorno ad Alessandria, per la gioia di Lara e Luna. Sganciato “l’amore cane della mamma fatto cane” siamo partiti col taxi in direzione ponte dei Mille. Il tassista, ciarliero nonostante fosse domenica mattina, ci ha confessato di essere appena sbarcato da una crociera in Grecia cantandone le lodi con entusiasmo. Spinti alla confidenza, ci lasciamo scappare che sì anche noi andiamo in crociera ma no, noi andiamo con la concorrenza. 

Ormai a carte scoperte, ci comunica che alla concorrenza lavora la moglie, e ripete entusiasta le tappe della crociera elencandone 6 su 7. Come i nani, ne manca sempre uno.

Arrivati a destinazione, ha iniziato a sommare alla tariffa base una serie di sovrattasse: gita al porto, domenica mattina e credo abbia anche detto “tassa concorrenza”. Salutato il tassista aziendalista, ci siamo avviati alla via crucis dei check-in e tamponi abbiamo capito da subito di essere il gruppo “no priorities”: non siamo anziani (e va bene), non siamo quelli dello yacht club (e ci sta), siamo quelli del ponte basso (e ce ne faremo una ragione), siano stati inseriti ad honorem nel gruppo “donne con t-shirt indovina chi sono?” Un gruppo di donne allo sbando in maglietta bianca con le scritte “nonna” “figlia” e “nipote”. Se si perdono, basta dire “trovate mia figlia, quella con la scritta figlia sul petto”.

Conquistata la nave, siamo partiti alla ricerca della cabina codificabile  con una doppia lettura: per i matematici, i ponti sono stati numerati dall’8 al 14, mentre per i creativi, ogni ponte ha il nome di un pittore o di un artista famoso, noi e il Trio Pistascius siamo al ponte 9, dedicato al grande Van Gogh. Ma per dare un tocco originale, qualche genio del marketing - anche un po’ ruffiano - ha pensato di inserire in tutte le opere un tocco di azienda: e così, ecco apparire ringhiere di navi davanti a campi di girasoli, prue e scafi in cieli pieni di stelle. Abbiamo cercato di usare le oscenità d’artista come segnale per identificare la cabina ma sempre lo stesso genio del marketing ha posizionato rivisitazioni identiche nei punti strategici: a nulla è valso dire “la nostra cabina è quella vicino al quadro brutto con l’erba” perché il disegno si ripete più volte nel giro di 6 metri, depistando deliberatamente il povero ospite in cerca della stanza.

Il resto della giornata è stato dedicato all’organizzazione del viaggio: foto di rito, prenota escursioni, litiga con la macchinetta per la registrazione della carta di credito, fatti spiegare come funziona tutto il baraccone, torna alla ricerca della cabina, sbaglia quadro, perditi.

Il personale di bordo è tutto molto gentile: ragazzi giovani e meno giovani parlano tutti 3 o 4 lingue, mischiandole agevolmente una con l’altra, italiano incluso. A me salva l’inglese, al Poser il linguaggio dei gesti. 

Nel pomeriggio abbiamo raggiunto il team “Cognata”, per un summit su escursioni, e per farci mettere tutti allo stesso tavolo al ristorante.

Il Trio Pistascius naviga a vista, rapito da scale di vetro, proiezioni a led, vetrine, piscine, sale giochi e piano bar. E mentre il gruppo vacanze MLAN si sballa in sala giochi, il Trio è stato beccato nella via dello shopping con il gelato formato maxi al gusto oreo. Il maxi led ci mostra un paesaggio surreale, e chiudiamo il primo giorno preparandoci a domani: si va alla scoperta di Tarquinia e Tuscania.



venerdì 2 luglio 2021

Il trio “Pistascious”

 

Metti una sera a cena, mettici 3 sedicenni e un gelato al pistacchio che suscita, per motivi incomprensibili a noi adulti, un'ilarità contagiosa e duratura.
Mettici anche che quelle 3 sedicenni, di cui una è la Bertux, si imbarcheranno con le scimmie in una crociera nel Mediterraneo. 

Confidando nella negatività di tutti i tamponi, il Poser, la Piccolina, la Sottoscritta e la Bertux e le due amiche, che in 3 formano il “trio pistascious” salperanno da Genova alla volta di Civitavecchia, Napoli, Palermo, Malta e Barcellona a bordo della MSC Grandiosa, quella, per intenderci, del primo appuntamento con Montrucchio.
Il gruppo, in forte espansione, vedrà la presenza anche della Cognata con il suo Boyfriend e delle due nipotine, dette LeCu
ginette.

Partenza, se tutto va bene, il 18 luglio.
Stay tuned.
Le scimmie sono tornate.