domenica 15 agosto 2021

Lo Poteun e i silenzi irripetibili

 Complice l’aria di montagna o i 10.000 passi di ieri, Joy ha rinunciato alla solita sveglia con bacio canino delle 6:30 e ha aspettato che ci alzassimo con calma verso le 8. Il Poser l’ha portato a fare un giro nel borgo medievale mentre Madame, la padrona dell’albergo, preparava allegramente le colazioni per gli ospiti. Integralista valdostana, Madame predilige abiti tradizionali in fantasie semi moderne che suddivide meticolosamente a seconda del ruolo del suo staff: fiori azzurri per chi serve ai tavoli, pois per chi fa le camere. Esentato dal rigore sul vestiario il figlio, un ragazzotto biondino e distratto che fatica a tenere a mente “un the al limone e un caffè macchiato”. Madame, suppongo, abbia avuto la lungimiranza di non strizzare l’erede in pantaloni attillati e fusciacca rossa lungo la gamba per evitare imbarazzanti inciampi nello salire e scendere le scale. Il tocco poetico dell’albergo si trova nei nomi delle stanze: la migliore “irripetibili silenzi” è stata ironicamente assegnata ad una famiglia toscana armata di 2 bimbi piccoli e un barboncino beige con l’occhio spiritato.

A noi “beccioni doc” il destino ha assegnato la camera del bacio - lo poteun - di cui la sottoscritta storpia accidentalmente la pronuncia a causa della scarsa conoscenza della lingua francese. Alla stanza è legata una poesia che, sospetto, sia anch’essa opera di Madame, che trae ispirazione mentre prepara torte, marmellate, abiti tradizionali, gnomi o decapita ballerine.





Salutata Madame intenta a far lezione di gnomi al figlio svampito, siamo partiti alla volta del lago Champlong. Questa è una parte di valle che conosco poco per cui ci siamo affidati a internet che in hotel prende a singhiozzo. Per arrivare al lago si prosegue in direzione Chatillon per poi salire in un paesino che si chiama Artaz. Da lì, si sale per un sentiero che attraversa case private, con gli occupanti in gara per la coppa barbaque della Valle e poi, secondo la pagina internet, si prosegue per un fresco bosco di larici. In verità il sentiero, dopo la BBQ competition, si inerpica per un percorso a prova di ungulato, che Joy ha brillantemente superato seguendo una cagnolina nera tutta pepe e bacetti. Da lì si prosegue alla volta di 2 laghi, uno piccolo e un altro completamente secco, per poi arrivare a Colle Pillaz.





Qui si scopre un immenso prato con tipica fontana, panchina gigante e famiglie moleste con bimbi urlanti e cani che zampettano nel fango. Se dovessimo tornare ci portiamo il Trio Pistacious che in crociera si è esibito nelle loffe col gomito e la piccolina che potrebbe realizzare balletti e TikTok all’aria aperta. Mentre il Poser rifletteva all’ombra, la sottoscritta scovava la casa dei suoi sogni:





Isolata, in pietra e legno ma soprattutto con niente davanti, come a casa nostra in via burlando.

Ho chiesto al Poser se me la compra e ha detto di sì, per cui immagino di trovarmi le chiavi dello chalet quest’anno sotto l’albero.

Joy intanto ha fatto amicizia col cane che zampetta nel fango, un Labrador tontolone che ha cercato di convincere il volpaccio a fare il bagno nel trogolo. Dopo l’occhiataccia della sottoscritta, Joy ha preferito scavare una buca vicino alla nostra coperta mentre la zia nostalgica della famiglia molesta intonava “me gustas tu” di Manu Chao.

Da lì si sale ancora per arrivare al lago Champlong, anch’esso ridotto per via del caldo estivo.




Sulla strada del rientro abbiamo incontrato una famiglia che stava tentando la salita, il padre, madido di sudore e con il tutore al ginocchio, ci ha chiesto se poi scollinava e, mentre di solito dico che poi diventa facile o che manca poco per incoraggiare i viandanti, a questo giro non me la sono sentita di indorare la pillola. “Eh sì, è un po’ tosta e no, non scollina” inutile mentire al poveretto che sicuramente avrà consultato la stessa pagina web farlocca che ha convinto noi.

Volpaccio invece ha messo a  punto una tecnica perfetta: quando noi camminiamo al sole lui corre e cerca l’ombra, si svacca, quando noi arriviamo all’ombra lui è di nuovo pronto a partire mentre noi tentiamo di riprendere fiato. Se incontro di nuovo il tizio col tutore gli spiego il metodo Joy. Funziona.

Tornati in hotel abbiamo scovato di fronte un negozio bizzarro: vende le teste che Madame decapita alle ballerine. 




E per sfregio lo fa proprio di fronte al suo hotel, con la fermezza di chi cerca di fermare tale scempio.

Serata ad Aosta con il Poser in cerca disperata di bistecca e patatine e culminata con cena in ristorante vegano macrobiotico, con enorme gioia della sottoscritta che bramava vellutata e falafel (non insieme) e scazzo del Poser che ha cantato tutta la sera le lodi alla bistecca.

Domani si va a Morgex a trovare la bellissima Sophie di cui Joy è follemente innamorato.

sabato 14 agosto 2021

Horror hotel: gnomi, scale e ballerine

 





Dovevamo saperlo che un hotel con le camere libere una settimana prima di Ferragosto potesse nascondere qualche orrido mistero, ma noi abbiamo voluto sfidare la sorte, ballare impavidi sulla tomba di belzebù e la nostra spavalderia è stata subito punita.

Arrivati in una cocente Donnas ci siamo avventurati alla ricerca del nostro hotel, un 3 stelle a gestione familiare incastonato nel cuore del borgo medievale.

La filosofia dell’albergo, scopriamo entrando, si basa sulla ricerca interiore, sul cammino del pellegrino che, fin dal 1300, trovava ristoro presso questa dimora meditando, leggendo e meditando ancora.

Per questo motivo, si legge sul muro della seconda rampa di scale che porta alla nostra stanza, non troverete qui Sky (sì, dice Sky) e nemmeno la tv (come se uno potesse esistere senza l’altro) ma un invito a leggere un buon libro, nella stanza angusta, senza aria condizionata ma in compagnia di un ventilatore che raglia, di uno gnomo malefico e di una ballerina a grandezza naturale a cui è stata mozzata la testa.

Per meglio aiutare la concentrazione del pellegrino, è stata preclusa la vista, se non sul vicinato di fronte che, scopro casualmente, sta affrontando pesanti lavori di ristrutturazione.

Presi dallo sconforto- la sottoscritta più che il poser che riesce a farsi andar meglio le cose - abbiamo tentato di prenotare altrove ma visto i prezzi esorbitanti, abbiamo dovuto desistere. Resteremo con Joy - le ragazze sono in vacanza- a sfidare la sorte e a cercare di convincere gnomo a scappare da qui, inseguendo i suoi sogni di gran viaggiatore, pare voglia fare il gran Mogol delle giovani marmotte, ma non sarò io a dirgli che è un personaggio di fantasia.

Sistemati i bagagli in albergo, ci siamo diretti alla volta di Aosta alla ricerca di un bandana per la sottoscritta che se l’è dimenticato a casa. Dopo 4,5 vasche su e giù per Via Roma, abbiamo chiuso la gita con 2 paia di calze caldissime per l’inverno, 



prodotti vari da bagno incluse anche 2 maschere per i piedi che il Poser non vuole provare a fare e un cappello con visiera regolabile che ricorda vagamente la moda alla Mao Tze Tung. Chiusura Amarcord con apericena nel locale dove cenavamo lo scorso anno, quando, esattamente in questo periodo, portavamo il volpetto furbetto a fare le prime sgambettate in montagna.

Serata meditativa in albergo con il Poser intento nella lettura di un romanzetto preso in edicola e la sottoscritta alla ricerca di un posto nuovo da esplorare: trovato, domani andiamo ai Laghi  Di Champlong, Joy chiede se può venire anche gnomo.



domenica 25 luglio 2021

¡Viva Barcelona!

 









Questa mattina ci siamo svegliati presto, prestissimo e alle 7:30 il Trio Pistascius si trascinava strisciando al ristorante del piano 5. Dopo il check “Marie”, il Trio ha salutato il nuovo giorno con la solita colazione light: brioches, waffle e caffè. Il cameriere le chiama le “waffle girls”, che equivale all’internazionalizzazione del brand “Trio Pistascius”.

La sveglia presto era finalizzata al tour di Barcellona, anche questa volta in autobus, causa covid, ma almeno coperto, con aria condizionata e con l’immancabile banda di cafoni che tanto ci fa apprezzare all’estero. La guida, versione giovane della Prof. Rotunno (storia dell’arte biennio Trio Pistascius) aveva il piglio deciso di chi porta gli alunni in gita scolastica e di chi ha a che fare con ragazzini scemi e indisciplinati per buona parte della giornata lavorativa.

E anche questa volta, la prof. Rotunno è stata accontentata: mentre la poveretta spiegava la storia della città e l’autista Elsa si destreggiava tra macchine (poche) e biciclette (un po’ di più) il “gruppo vacanze cafone” si esibiva in prove avanzate di bastone da selfie, suonerie caraibiche, commenti alle foto fatte e piedi svolazzanti appoggiati ogni dove. Per entrare pienamente nel mood “gita delle medie” la signora della fila dietro ha intonato il famoso “po po po po po po pooo” per la gioia di tutti i partecipanti al tour.

La MSC sta letteralmente facendo di necessità virtù per preservare la salute di tutti e cercare un buon equilibrio tra turismo e divertimento, ma Barcellona vista dal pullman non rende affatto giustizia ad una città che deve essere visitata camminando con il naso all’insù. Tema del nostro tour, le opere di Gaudì. Casa Batlò, Casa Milla detta la Pedrera, monumenti vari e la Sagrada Familia, dove la Rotunno ci fa scendere con tutte le raccomandazioni del caso “state vicini, non perdetevi, non entrate nei negozi, non spingetevi, mettetevi in fila per due e datevi la manina”.

Per volere di Gaudì la Sagrada Familia non può essere terminata con finanziamenti del governo ma solo con le donazioni, questo spiega il motivo per cui i lavori vanno a rilento. Inoltre tutti gli architetti che hanno succeduto Antonio (Gaudì) si attengono sì al progetto originale ma tant’è vogliono metterci un tocco personale, ovviamente nella scelta del materiale. Così tra nuovo e antico, idee personali, estro creativo e genio incompreso questo povero monumento è un’accozzaglia di santi, frutta, scritte, colombe e cipressi: non me ne voglia Antonio ma io mi farei dare i soldi dal governo, dall’UE o magari sfruttando il superbonus 110 e troverei una quadra, se non altro per mettere fine alla gara creativa in atto.

Tornati sul bus, la Rotunno ha potuto assistere al finale col botto del gruppo vacanze cafone, così mentre lei indicava gli ultimi monumenti sulla via del porto, il gruppo urlava da una parte all’altra del bus di condividere le foto con il whatsapp di nonna commentandole tutte, una via l’altra. L’ultimo monumento che incrociamo sulla via è quello dedicato a Cristoforo Colombo, rappresentato in cima ad una colonna con il braccio teso ad indicare il mare. Personalmente ho voluto leggerci un messaggio per i nostri compagni di autobus, e un altro dalla Rotunno visto che ci ha fatto fare diversi giri sotto il monumento: sono sicura che sul basamento ci sia la scritta “fuori dalle balle”.

Ritorno sulla nave per l’ora di pranzo e partenza nel primo pomeriggio. Poser e boy-friend non hanno voluto partecipare al gioco labirinto per non demoralizzare gli altri ospiti della crociera e soprattutto per non privare nessuno delle stupende sacche porta scarpe MSC.

Serata a teatro con uno show lisergico senza capo né coda, ideato dall’ex direttrice marketing che con la scusa di presentare un viaggio fantastico ha messo sul palco la famiglia Addams, ballerini russi, mambo caraibico, trucchi di magia e finale con “we are the world”, credo fosse il suo sogno di bambina quando aveva 9 anni.

Dopo lo show, in cabina a fare le valigie, domani ultimo giorno, si torna a Genova

venerdì 23 luglio 2021

Day 6 - La rivincita delle “anta”

 




Se qualche anno fa mi avessero chiesto “vai in crociera?” Avrei risposto: “neanche dipinta!” “Mi ci vedi, a me? Ma non scherziamo!”. E come dice sempre mia mamma “dove non vuoi bere, anneghi” eccomi qui a tirare le somme di una vacanza arrivata quasi al termine ma soprattutto di un’intera giornata passata a bordo, quella, per capirci, del gioco aperitivo h24. La nave è un immenso luna park galleggiante e se i primi giorni guardi tutto con estrema indifferenza, una volta inserito nel contesto, quello diventa il tuo mondo. Il bello è che si resta sospesi in una bolla, il brutto è che si resta sospesi in una bolla. Una bolla con regole tutte sue, e in men che non si dica, la bolla ti assorbe: e così la mattina c’è Marie fuori dal ristorante del 5 piano che ti accoglie con il sorriso mentre ti misura la febbre, il cameriere Mario che la sera ci allunga un dolce extra senza glutine e una brioche confezionata “per dopo” (ne abbiamo 6 in camera più un pacco di biscotti, tutti gentilmente offerti da lui) e il tipo agli idromassaggi che ti dice che sono tutti pieni ma quando non c’è nessuno ti ci fa andare anche se non hai prenotato.

Oggi è stata per noi una giornata “gioco aperitivo” e noi “anta” ci siamo divertiti più dei junior. Mentre la Piccolina con LeCuginette andava a caccia degli spagnoli, il Trio Pistascius era impegnato al teen club, noi ci lanciavamo nel gioco stupido di fare lo slalom tra i cinesini con una racchetta da ping-pong in mano palleggiando una pallina. La Cognata ha disertato subito per via del caldo, la sottoscritta ha perso la palla al 3o palleggio, il Poser è arrivato gloriosamente alla fine ma ha perso la palla al lancio finale ma... il boy-friend è riuscito a completare il percorso mentre noi facevamo il tifo a bordo piscina con tanto di esultanza finale al momento della conquista del premio: una sacca porta scarpe della MSC. Chi non la vorrebbe? Nessuno, tranne la Sottoscritta. E infatti, chi è andata in giro con la sacca sulle spalle per far invidia a mezza nave? Ecco. Ma non solo: col team Cognata abbiamo gestito 2 sessioni in palestra e un “Party for Ladies” alla spa, un evento finalizzato all’acquisto di un treno di prodotti per il viso. Insieme a noi, un gruppo di ragazze norvegesi di 23 anni a cui l’estetista diceva: “Per voi solo crema idratante mentre per voi 2 segnores (arrghhh SIGNORE!!!) acido, maschera, crema antirughe e contorno occhi.” Poi però per controbilanciare il discorso, diceva alle giovinastre che già con 28 anni la pelle inizia a cedere a causa della forza di gravità e quindi meglio iniziare presto per evitare che cada” e per educazione non diceva “come quelle 2 segnoras lì”. 

Terminato il trattamento gratuito, siamo tornate in formazione scoprendo che avevamo appena perso lo stretching di gruppo, peccato perché avrebbe fatto il paio con il gioco del ping-pong. 

E chissà, magari avrei convinto il boy-friend o il Poser a conquistare un altro splendido gadget.

Serata con dress code “bianco”, noi ovviamente non avendo letto un granché prima della crociera, abbiamo fatto il possibile: il Trio con braga o gonna bianca, la sottoscritta in calzoncini bianchi e il Poser con una maglia grigia, la cosa più vicina al bianco che aveva.

Guardando la hall però, si capiva chi si era letto tutto il regolamento, fino all’ultimo asterisco: una fiumara di gelatai traballante sui tacchi o con ciabatta tattica, si muoveva in mille direzioni rimbalzando perfino la luce dei flash, per la gioia dei fotografi impegnati a immortalare la scelta di un outfit completamente assurdo.

Domani si va a Barcellona, partenza ore 8:15. Si teme ronfata trionfale sul bus.

Day 5 - Benvenuti a Malta






 A chi si lamenta del caldo di Casale Monferrato dico:”venite a Malta!” La pianura padana vi sembrerà un’oasi nel deserto, l’eden, il posto più fresco del mondo e perdonerete perfino le zanzare. Per non farci mancare nulla questa mattina siamo andati a fare un tour di Malta, in formazione 10x10, sull’autobus “open top” quello da insolazione garantita al 100%. La nostra guida, Mario, è originario di Malta, parla il maltese, l’inglese e l’italiano tutti con gli accenti mischiati: così a Malta lo scambiano per italiano, in Inghilterra per maltese e in Italia per inglese. Mario ci racconta come la sua terra sia stata nei secoli un polo militare strategico, sia stata dominata dagli inglesi, dagli arabi e dai tedeschi e ognuno ha lasciato qualcosa: si guida a destra, la lingua maltese è piena di termini arabi e sono abbastanza sicura di aver visto un’insegna con scritto “per l’Oktoberfest girare a sinistra”.

Il tour tocca diversi quartieri dell’isola, a onor del vero lo stile si ripete strada per strada, dando a tutti i quartieri una forte impronta araba. Mario ci racconta come Malta sia stata classificata come AA+ dal rating S&P, ma l’impressione generale è quella di un paese ancora in cerca di investitori con alcuni punti di forza ma con tanto ancora da potenziare. Causa covid non abbiamo contatti con la popolazione locale perché non ci è consentito scendere dal bus: alcuni, mossi da pietà per la sauna che stiamo facendo, ci salutano dai balconi ed è un vero peccato perché la voglia è quella di scendere dal bus e esplorare vie, chiese e viuzze. Oppure di farsi invitare a casa di questi qui, sedersi al fresco e godersi il panorama.

Al ritorno sulla nave ci attende il pranzo alla conquista del buffet, il Poser, sempre per stare leggero, fa il pieno di pizza e focaccia, io e la piccolina ripieghiamo su verdure e gelatina chimica colorata, del trio si perdono le tracce fino all’ora di cena.

Serata tranquilla a bordo, il Trio Pistascius lanciato al teen club, LeCuginette accalappiate da alcuni ragazzotti spagnoli che, nella speranza di strappare il numero della cugina grande, si sono sciroppati le lezioni di italiano delle altre due che, per farsi capire meglio, urlavano “qui, qui!”. Beata gioventù.

Domani giornata di navigazione, la nostra crociera sta volgendo a termine, ultima tappa Barcellona, poi si torna a casa.

giovedì 22 luglio 2021

Day 4 - il palco di Saverio

 


Questa mattina, alle ore 8 in punto, la nostra MSC Grandiosa entrava vivace e frizzante nel porto di Palermo. Questa mattina alle ore 8:20 il Trio Pistascius si trascinava faticosamente verso il ristorante del 5 piano, dopo una notte di bagordi in compagnia di ragazzi e ragazze conosciuti sulla nave. Pare, dice il Trio, che deus ex machina sia un 12enne intraprendente che, per vincere la noia, fa amicizia con tutti e, per vendere la sua popolarità, fa fare amicizia agli amici degli amici. 

Il Trio viaggia compatto e sceglie quasi all’unisono le portate del menù: laddove la sera c’è un po’ di margine di scelta, la colazione le vede compatte e unite con waffle annegati nel cioccolato, con caffè americano a volte macchiato. Il Poser invece, per stare leggero, questa mattina ha ripiegato sull’omelette, ideale per affrontare l’escursione della giornata: walking tour di Palermo. Gradi previsti 30.

Dopo aver fatto su zaini, zainetti, cappelli e borracce, ci siamo letteralmente incamminati per il tour di Palermo. Ad attenderci Paulo, guida brasiliana poliglotta che spazia dall’italiano al portoghese al siciliano, restituendo agli escursionisti un racconto un po’ sui generis su Palermo, di cui faccio fatica a mettere insieme qualcosa di sensato. Ma, simpatia e disponibilità hanno controbilanciato alcune uscite tipo “quelo ci aveva i soudji e comisiunava la chieisa” o qualcosa di simile.

Più iellato di noi il team Cognata con guida scolastica e didascalica fortemente politicizzata. LeCuginette hanno esultato al momento della degustazione, unico punto in cui il Brasile ha incontrato e battuto il resto del mondo. 

Resta però il fascino di una città dai forti contrasti, dell’una chiesa ogni tre case, dei versi del Corano scritti sulle colonne del duomo e, come fa notare il Trio Pistascius, di un H&M di ben 5 piani. 5.

Particolarità, il carro di Santa Rosalia, patrona assoluta di Palermo, lasciato in bella mostra per la ricorrenza della festa della Santa. In passato Palermo aveva 4 sante protettrici: Agata, Cristina, Ninfa e Oliva, ma Rosalia ha scacciato la peste e sbaragliato la concorrenza. Alle altre però la città ha dedicato un canto ciascuno, dove per canto si intende un quartiere, o una contrada, un po’ come a Siena, ma con il mare.

Pomeriggio di relax per recuperare il tour palermitano di 4 ore: le ragazze in sala giochi, il Poser e la sottoscritta in palestra con l’ausilio del boy-friend e il Trio rigorosamente in caccia.

Ma il grande evento del giorno è la serata di gala, la sera in cui tutta la nave si tira a lucido e quasi tutti ospiti sfoggiano tacchi, brillini e paillettes nella speranza di vedere il comandante che, nell’immaginario collettivo è un simil vichingo dal cuore coraggioso in perenne sfida con gli oceani per portare la sua nave in porto.

Il compito infame però spetta ai fotografi che devono compiere il miracolo di far sembrare tutti dei fotomodelli. Ho visto signore in pose da contorsioniste, uomini salire e scendere scalini e famiglie intere aggrappate alla scalinata sbarluccica del ponte 5 che fa tanto “Barbie principessa del ballo”. 

Il Trio è partito in solitaria per le foto ricordo visto che tutte e tre sfoggiavano look degni di Vogue e ne volevano approfittare. Noi abbiamo messo in campo la formazione a 3 con LeCuginette approfittando invece di un momento in cui l’altra metà del team Cognata era impegnata alla reception.

Alle 22 tutti a teatro per vedere Grande amore, un pasticcio retrò con canzoni italiane tratte per la maggior parte da film che parlano di mafia. A corredo di “pizza, mafia, mandolino e volare” il corpo di ballo si esibisce con costumi geolocalizzati alla carlona con i pulcinella su “arrivederci Roma” e i ritmi cubani su “nel blu dipinto di blu”.

In apertura però ecco l’ex direttrice marketing a fine carriera che presenta parte dell’equipaggio incluso il tanto atteso comandante. Il comandante Pontecorvo è un ometto piccolo dalla faccia simpatica, over 60 con una bella pelata a dimostrazione degli anni passati con il cappello della divisa in testa. Mentre presenta se stesso in 28 lingue la nave inizia a ballare un po’ e io penso che forse sarebbe meglio che tornasse al suo posto invece che stare in teatro. Immagino concordino con me anche quelle che pensavano di trovarsi davanti Thor con la divisa e i gradi tatuati direttamente sul bicipite.

Finito lo show con “con te partirò” corredato da ballerini in costumi veneziani (??? Ma perché???), la ex direttrice marketing annuncia il talent show dei membri dell’equipaggio, pronto ad andare in scena al ponte 7. E dall’entusiasmo che mette nel presentare lo spettacolo , capisco chiaramente che sia stata una sua idea.

A questo giro assistiamo al rumorista balinese e al club dei canterini che annovera un aiuto cuoco, un macellaio e Saverio, un simpatico 60enne addetto al servizio clienti. Al povero Saverio la ex direttrice  fa cantare “My way” in un inglese un po’ alla “uozamaraiù” e sguardo triste, come a dire “ma che me tocca fà pe’ campà”.

Domani si va a Malta, penultima tappa della nostra vacanza. Il Trio Pistascius sarà felice di dover parlare solo inglese.















martedì 20 luglio 2021

Day 3 - A spasso con Katia

 

Ci sono giornate che partono bene e oggi è una di queste. Siamo arrivati in porto a Napoli alle 8 precise: ad attenderci una giornata splendida, calda il giusto ma non troppo.

Ritrovo ore 9 col Trio Pistascius al ristorante del 5^ piano, un gancio datoci dal nostro manager di sala Mario (credo sia un nome d’arte) dopo aver assistito allo sconforto della Piccolina che faceva la caccia al gluten free al buffet “pizza, pasta e torte” del 15^ piano. Il ristorante del 5 piano funziona in maniera inversamente proporzionale rispetto al 15: laddove al buffet ci sono 100 persone per 5 camerieri al 5 ci sono 100 camerieri ogni 5 persone. E nonostante tutto, il manager di sala ci guarda e dice “ahhhh siete quelli del tavolo da 10!” Eh sì, anche se il team Cognata ha disertato la colazione al 5, le cene al 6 hanno lasciato già un segno. Questo perché, senza falsa modestia, siamo simpatici. Simpatici e carini. Carini e coccolosi, come i pinguini di Madagascar.

Rotte le righe dopo la colazione, le squadre si sono riunite in ordine sparso: il Trio Pistascius è andato alla scoperta della nave, noi e il team Cognata in palestra, con il Boy-friend che ci ha gentilmente fatto da personal trainer. Domani, compatibilmente con l’escursione, sarà allenato anche il Trio Pistascius.

Dopo la sessione in palestra, siamo tornati al ristorante del 5 accolti dall’esercito dei camerieri, questa volta soddisfatto nel vederci in formazione 10x10.

Pranzo veloce e poi via verso Pompei, passando ovviamente prima dagli amici del Mossad. 

Ad attenderci al pullman questa volta una signora allegra e molto preparata che ha trasformato la visita a Pompei in un racconto interessante e brillante, tanto da spingermi a chiederle se è prenotabile come docente di storia o storia dell’arte o entrambe.

Prima di arrivare a Pompei, tappa strategica al laboratorio dove si lavorano le conchiglie per la realizzazione di camei. Nonostante il cameo non sia il mio gioiello preferito, ammiriamo il maestro Giorgio al lavoro che, con orgoglio, tramanda di generazione in generazione. Ai maschi. Le figlie femmine sono tutte schierate nella sala accanto, quella che devi attraversare se vuoi andare in bagno: e con la visita agli scavi a meno di 20 minuti di pullman, il bagno diventa una tappa quasi obbligata. Le sirene dei camei fanno colpo su quasi tutti, a noi propongono sagge alternative ai camei, così che il Trio Pistascius esce con un anello (3 uguali) mentre la sottoscritta con la Piccolina sceglie il classico cornetto napoletano- sperando che sia di buon auspicio.

Corallati, cameati e anellati, raggiungiamo gli scavi di Pompei. La guida Katia ci racconta come le donne romane fossero già emancipate: avevano già la pillola del giorno dopo (più o meno), studiavano, prendevano parte alla vita della città, gestivano commerci e negozi a differenza delle donne greche, che notoriamente più sfigate, potevano solo fare le matrone o le sacerdotesse.

Un’altra storia che attira l’attenzione di tutti è quella delle lupanare, antenate dei bordelli. Per attirare la clientela straniera, i romani avevano scelto un segno inequivocabile del servizio offerto applicando sulle case chiuse un bassorilievo a forma di belino, inclinato a seconda della direzione dell’ingresso della casa. Stessa strategia per la segnaletica stradale: se a Londra troviamo scritto per terra “look right” o “look left” a Pompei era tutto più semplice “per ciulare, gira a sinistra”.

All’interno delle lupanare micro celle con letti in pietra e illustrazioni del servizio sopra ogni celletta, in questo modo la resa del servizio era garantita. 

Altro aneddoto simpatico, sempre relativo all’iconografia, ci viene raccontato da Katia che ci illustra come il fallo, ritenuto volgare dai papi cattolico, sia stato trasformato in una cornucopia e, successivamente, dai napoletani nel cornetto portafortuna. Proprio quello, per intenderci, che penzolava allegro al collo della sottoscritta, consapevole adesso di camminare fiera con un belino di corallo in bella mostra.

Passato lo stupore delle lupanare Katia ci ha portato alla scoperta della casa più lussuosa di Pompei: due atrii, due giardini, due sale da pranzo più le camere da letto e gli alloggi per gli schiavi. 3.000mq per 5 persone, probabilmente si parlavano con i megafoni. La guida ci ha spiegato più e più volte come quanto utilizziamo oggi nel quotidiano sia stato già inventato dai romani. Il calcestruzzo? Romano. Il bar con il vin brûlé? Romano. Le strisce pedonali? Romane (rialzate per scansare la fiumara di fogne che si formava nelle strade. Il forno per il pane? Romano. La pizza no, quella almeno è napoletana. 

Terminato il giro per la parte commerciale e dopo aver sbirciato a casa degli altri, inclusa quella col cave canem (versione romana di Joy) abbiamo fatto un giro tra i reperti ritrovati, inclusi i calchi dei corpi di quei poveretti uccisi dall’eruzione del Vesuvio.

Ultima tappa al bagno prima di salire in pullman con la guida lanciata in un tour virtuale di Napoli in caso la nave partisse senza di noi. Il Trio Pistascius ha specificato che nel tour virtuale mancava la pizza e la guida ha subito rilanciato con pizza e canzoni neomelodiche. Il Trio Pistascius ha sperato di non perdere la nave.

Finale col botto con LeCuginette e la piccolina a caccia di zombie nel cinema 3D, noi a guardarle dal video mentre sgambettavano sparlando al nulla con le lacrime agli occhi. Alla fine ridevano tutti, inclusi i ragazzi della biglietteria e gli ospiti in attesa del prossimo turno. Secondo me dovrebbero darci un altro biglietto: bonus intrattenimento altri ospiti.

Domani si va in gita a Palermo: appuntamento alle 8 al ristorante del 5 piano. Il Trio Pistascius dice che arriverà 10 minuti prima.