Sveglia all’alba per il Poser che smaniava di essere il primo a varcare la soglia dell’MD del quartiere e comprare il the aromatizzato al limone (che Dio ci scampi) biscotti senza glutine, limoni lucidi lucidi con buccia edibile opinabile e tisana allo zenzero, perfetta per il clima natalizio, latte e yogurt vari. Ma proprio sulla strada del ritorno, ha abbandonato la via semi salutista per far man bassa di cornetti e brownie, questi ultimi rigorosamente gluten free, al bar Caffettiamo un bugigattolo pieno di giovani e diversamente giovani che campeggiano lì davanti armati di cornetto e caffè. Colazione ipercalorica e subito si parte per affrontare quella che si è rivelata essere una vera e propria gara di orienteering per raggiungere il mercato del Vomero.
Usciti dal portone chiediamo alla signora col cane (ce n’è sempre una nel palazzo - a via burlando ad esempio ci sto io) dove andare per il centro e lei dice per il centro di giù o volete andare su? Io capisco su=vomero ma il Poser lanciato stile Giovani Marmotte va dritto al giù, direzione stazione linea 2 Cumana e partiamo con i “ma sicuro di qui?” Ma sì l’ha detto quella del cane.
Prima tappa mergellina
e poi da lì metro fino a chiaia
e poi funicolare fino al Vomero
e poi a piedi fino al palazzo della posta dove troviamo la povera Manuela decotta dal caldo. Quando Manuela diceva mercato, intendeva mercato serio, quello che si estende a perdita d’occhio e quando pensi che sia finito lei ti dice: “E ora rifai la strada parallela, con le bancarelle, e poi tutte le traverse”. Io per un momento ho sperato che scherzasse poi ho capito che era serissima. Le ragazze si sono lanciate alla ricerca di magliette di marca, gel per capelli, regalini da fidanzato, mentre la sottoscritta strappava un top di lino a 2€ (nuovo, lo giuro), una collana dai mille cerchi e un ventaglio sobriamente maculato a 0,70€. Gran finale col botto con il Poser che porta a casa una semi lacoste verde speranza e il venditore Ciro che tra una stretta di mano e un barbatrucco ci rifila ben 3 paia di occhiali fake, con la sottoscritta che porta a casa una specie di tv al plasma marchiato Valentino.
Tappa in negozio gluten free per la Piccolina che totalizza una pizza, un cannolo e una sfogliatella e relax su panchina in Via Giordano (stupenda zona pedonale) con beverone detox per il resto del gruppo, “eh fa troppo caldo per mangiare”,
Ricalcolo del viaggio di ritorno verso casa, giusto in tempo per scoprire che “su” era la stazione Bagnoli, letteralmente a 3 minuti a piedi da casa nostra e ovviamente chiusa per lavori fino forse a settembre. Ma, non appena scesi con la linea 2 a Campi Flegrei il Poser scambia le navette sostitutive con i minivan di un viaggio organizzato che, guarda caso, si trovava tutto sulla linea 2 del treno.
Tra un “ma va a Bagnoli?” e un dai dai saliamo anche noi, siamo finalmente tornati a casa, disfatti dal caldo ma pronti per ricaricare le pile.
A pile ricaricate, docce fatte e outfit vari inaugurati per la serata, abbiamo atteso i cugini che ci hanno recuperato alle 19 per portarci fuori a cena. In ricordo dei vecchi tempi di quando il nonno Lindo ci portava in 8 sulla A112, ci siamo stretti in 6 sul jeeppone di Pino, nella consapevolezza che a volte si può fare anche quello che non si potrebbe fare ma va bene così. Dopo aver attraversato superstrade, ammirato panorami e invidiato non poco quelli che alle 19:30 erano ancora in spiaggia, siamo approdati sulle alture di Bacoli davanti a una vista mozzafiato
seguita da pizza altrettanto mozzafiato. Il cugino Pino e il Poser hanno fatto i discorsi dei maschi e la sottoscritta con Manuela abbiamo fatto i discorsi delle femmine mentre le ragazze fotografavano le pizze. Ad ognuno il suo.
Tornati a casa, le ragazze si sono lanciate su temptation island mentre la sottoscritta si sciroppa la tisana natalizia con un occhio al programma di domani e uno alla bilancia nel bagno, tanto per ricordarsi che a Napoli fare la dieta è una missione quasi impossibile.
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