lunedì 28 luglio 2025

Merenderos in Paris

Al contrario di quello che si possa pensare, la meta di quest’anno non è stata ispirata dalla serie di Netflix, che peraltro ho visto solo io, ma arrivati al bivio tra la vacanza gioco-aperitivo e il soggiorno in una capitale europea, non c’è stato margine di scelta.

Per quanto ci potesse attrarre il risveglio muscolare o la cocomerata in spiaggia, abbiamo optato per il solito tour de force che accompagna i nostri viaggi.

A questo giro però viaggeremo in 3, la Bertux, stagista indefessa presso la Pasticceria Rebecca (andateci che merita) non aveva ferie in questo periodo. E poi, quando ha appreso la meta, ha detto che potevamo andare pure che “tanto ci era già stata”. A Joy invece è stato detto che “la mamma va ma poi la nonna ti porta”. Lui lì per lì ci ha pure creduto, ma quando ha visto che la nonna lo portava solo in via Burlando, ha capito di essere stato fregato.

Non avendo voli diretti da Genova compatibili con il nostro itinerario e volendo provare l’ebrezza del TGV, abbiamo optato per la tratta in treno Torino - Parigi, facendo una notte nella città piemontese e scoprendo l’hotel a 1 stella più figo della città.




Questa mattina, belli come il sole, ci siamo diretti verso una deserta e desolata Porta Susa, 




talmente desolata che pure il McDonald era chiuso.


E dopo un viaggio ricco di chiacchiere e tanta tanta compagnia, siamo finalmente arrivati a Parigi. 

Gare de Lyon è come tutte le grandi stazioni: c’è quello che si blocca ai tornelli e quello dietro che bestemmia, i bambini urlanti, quelli che aspettano i parenti con gioia e quelli che con ancor più gioia, li lanciano sul treno col caccia fruste scappando veloce prima che ci ripensino e scendano.

Poi ci siamo noi, formazione coda più bagagli che optano per il Navigo semaine - ossia il pass per i mezzi per una settimana. E proprio mentre siamo in coda, sentiamo che la persona allo sportello parla italiano ed “ecco le vostre carte” ma “dovete metterci una foto” ma non fatela alle macchinette che costa €8. Detto fatto, 3 minuti dopo e con 24€ in meno, produciamo 3 ritratti degni di San Vittore. 



Arrivati all’appartamento, scopriamo che è super centrale e che c’è intorno tutto quello che ci piace: monoprix, caffè coreani, gallerie d’arte, negozi di ciarpame e un bugigattolo che con soli 60€ ti fa il refill del gel alle unghie. Glissiamo con eleganza Franco-cinese pensando che da chanail costa un terzo e che la Piccolina starà senza mignolo fino a sabato.

Giro di rito da monoprix per poi sistemazione in casa seguito da giro di docce - utile tanto quanto il giro da monoprix.









Formazione di coppia per sopralluogo veloce col Poser e scoprire nell’ordine che: il Pompidou center è letteralmente a 5 minuti di strada, a 3 si trova una pasticceria pazzesca intitolata ad una fantomatica “madre di famiglia” che secondo noi sfornava dolci per non badare ai figli e per non sentire il marito che cantava le lodi della Nutella (ogni riferimento a fatti o persone conosciuti è puramente casuale) e che 3 minuti dopo il Pompidou e 6 dopo la madre, c’è Notre Dame.

Rientro a casa per cena monoprixiana e programma per domani: andremo al museo Fragonard a snasare profumi, a capirne l’origine e a preparare la nostra fragranza. 

A domani 😉


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