Una volta fatta la coda per la cassa, abbiamo fatto la coda per gli ascensori. Il presidente aveva con sé un seguito di fan e assistenti, tanto che abbiamo conquistato la salita solo al terzo tentativo.
Arrivati al secondo piano della torre e fatto un giro rapido e panoramico, abbiamo fatto un’altra coda per salire al terzo e ultimo piano del monumento.
Lì abbiamo seminato il Presidente e la sua corte per ammirare un panorama mozzafiato, tanto che pure Gustav Eiffel aveva piazzato lì il suo ufficio,
ignaro che un giorno sarebbe diventato meta ambita di merenderos, bocciofilisti e aficionados del brindisi in alta quota, rigorosamente nei bicchieri di plastica.
Ammirato il panorama ancora da più in alto, abbiamo poi fatto un’altra coda per riscendere al secondo piano , ma questa volta abbiamo conquistato la vetrata dell’ascensore tra i vari oooohh e i commenti del Poser che contava la ruggine sui bulloni dicendo che prima o poi sarebbe venuto giù tutto.
Con questo pensiero positivo ben stampato in fronte, siamo scesi al piano terra facendo le scale. 10 minuti secchi contro i 30 abbondanti della coda, scongiurando così che si adempisse la profezia del Poser.
Scesi dalla torre, essendosi fatta na certa, abbiamo cercato un altro ristorante gluten free, proprio non appena il Poser aveva finito di dire “a pranzo mi sparo un bell’hamburger” e invece si è scofanato una burrata con verdure.
Terminato il pranzo, ci siamo diretti filati filati alla seconda meta acchiappaturisti: la mini crociera sulla Senna. Per non perdere l’allenamento, abbiamo fatto un’altra mezz’ora di coda,
per poi piazzarci allegramente sulle panche di legno del bateau mouche. La guida ci raccomanda di inquadrare il QR code per scoprire in tempo reale i monumenti che il battello costeggia e ripete con enfasi, in quattro lingue diverse, che la toilette chiuderà 10 minuti prima di attraccare, quindi esattamente dopo 50 minuti. Incuffiata stile lascia o raddoppia, inquadro il QR code per scoprire che non funziona, per cui mollo la cultura e mi affido alle spiegazioni della guida - tra le 4 lingue qualcosa capirò?In realtà lo spiegone parte in maniera capillare in francese, con dettagli su anni e artisti, re e architetti. Perde qualche dettaglio in inglese e risulta ancora più stringato in spagnolo. Quando arriva il turno dell’italiano, la guida si limita a dire “ecco il ponte Alessandro III” oppure “e alla vostra destra il Louvre”.
Ma nonostante la spiegazione stringata, il giro merita veramente, soprattutto se si becca una giornata nè troppo calda, nè troppo fredda- proprio come quella di oggi.
Una volta sbarcati senza aver usato la toilette, ci siamo diretti al paradiso della Piccolina, ossia il centro commerciale Les Halles, che, a detta del Poser, è uno dei più grandi in Europa.
E per smarcare anche questa meta, come non tornare vincitori con un paio di tanga Victoria’s Secret - la Piccolina - e due magliette di Zara, la sottoscritta, che ha messo in valigia magliette troppo pesanti per i prossimi due giorni.
Serata tranquilla e rilassante, domani io andrò a pilates, aggiungendo Parigi al mio personale pilates tour - ad oggi conta Genova, Courmayeur e Marsiglia - e poi il cimitero Père-Lachaise. La sera chiuderemo le danze con la visita alla torre panoramica di Montparnasse ultima tappa della nostra vacanza.
Sabato mattina si torna in Italia 😊






























































